MILAN-CAGLIARI/ Allegri non c’è ed è festa: El Shaarawy “esorcizza” San Siro

- Filippo Costa

Senza Massimiliano Allegri in panchina il Milan torna a segnare a San Siro e ottiene la prima vittoria casalinga della stagione. Il commento di FILIPPO COSTA

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Stephan El Shaarawy (Infophoto)

Senza Massimiliano Allegri in panchina il Milan torna a segnare a San Siro e ottiene la prima vittoria casalinga della stagione. Senza il tecnico livornese non ci sono stati stravolgimenti particolari nella formazione che ha steso il Cagliari, dettati più che altro dalla doppia squalifica rimediata a Udine da Kevin Prince Boateng e Cristian Zapata. In particolare, l’assenza del ghanese, accompagnata da quella di Antonio Nocerino, ha aperto le porte a un 4-3-3, in cui i fraseggi tra Urby Emanuelson (che sembra un giocatore diverso da quello dell’anno scorso), Giampaolo Pazzini e Stephan El Shaarawy sono riusciti a rompere la maledizione che aleggiava su San Siro. Ed è stata la magia del piccolo faraone a riportare il sorriso sulle facce dei tifosi milanisti: una doppietta che fa seguito al bel (ma inutile) gol di domenica. Sicuramente il giovane attaccante è il giocatore che in questa fase sembra più in palla e in grado di fare la differenza. Ora che ha raggiunto il Pazzo a quota tre nella classifica dei marcatori chissà che non decida di prendere il largo a suon di gol.

Non è però tutto oro quel che luccica, perché la fase difensiva ha bisogno ancora di qualche registrata, nonostante a fare il vice (o le veci, come ieri) di Allegri ci sia tal Mauro Tassotti. Victor Ibarbo è andato infatti pericolosamente vicino al gol, almeno finché il Cagliari ha potuto giocarsela alla pari. Il doppio cartellino giallo rimediato da Daniele Conti nell’arco di tre minuti ha di fatto spento le speranze degli ospiti di agguantare un pareggio. Va poi detto che la retroguardia di Massimo Ficcadenti ha mostrato problemi ben più gravi ed evidenti (Francesco Pisano che ha tenuto in gioco El Shaarawy in occasione del primo gol) di quella rossonera. Dunque ben venga la vittoria, anche per riportare sorrisi e fiducia in un ambiente che ne ha bisogno come il pane, ma sarebbe comunque il caso di bissare subito a Parma per cominciare a parlare di svolta o “resurrezione”. Anche per presentarsi mercoledì a San Pietroburgo con una marcia in più nel morale che potrebbe rivelarsi molto utile per non dire prematuramente addio alla Champions League.

P.S.: Nella trasferta di sabato in panchina tornerà Allegri. Speriamo non si debba pensare che maledizioni o ielle derivino proprio da lui. Altrimenti smontiamogli il seggiolino e mandiamolo più spesso a discutere con gli arbitri (discussioni più utili e proficue, a quanto pare, di quella avuta con Filippo Inzaghi).

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