SAMPDORIA-MILAN/ Il tridente giovane “germoglia”, ma non punge

- Filippo Costa

Il Milan non va oltre lo 0-0 sul campo della Sampdoria. Nessuna rete per il tridente formato da Bojan, El Shaarawy e Niang. Il commento di FILIPPO COSTA

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M'Baye Niang, attaccante del Milan (Infophoto)

Il “tridente ‘90” non basta al Milan per superare la Sampdoria. Né Bojan Krkic (classe 1990), né Stephan El Shaarawy (classe 1992), né M’Baye Niang (classe 1994) sono riusciti a violare la porta di Sergio Romero. I tre, a dirla tutta, non erano riusciti nemmeno mercoledì, nella fase conclusiva del quarto di finale di Coppa Italia contro la Juventus, a far agguantare il passaggio del turno agli uomini di Massimiliano Allegri. Ma non c’erano molte alternative, dato che Giampaolo Pazzini era squalificato. E poi Robinho è anche entrato in campo, al posto del faraone, ma non se n’è accorto praticamente nessuno. Ma al di là degli uomini, è sembrato ancora il gioco il grande assente del match rossonero.

Il pareggio è stato giusto considerando i tiri in porta, i calci d’angolo, le occasioni, il possesso palla. Il primo tempo è stato nettamente dominato dai padroni di casa, con Christian Abbiati chiamato a due interventi importanti su Nenad Krsticic ed Eder. Nella ripresa una netta occasione per parte: Romero agguanta un pallone di Kevin Prince Boateng sulla linea; Mauro Icardi si divora un “regalo” di Philippe Mexes, sparando a lato a porta praticamente vuota. Dopo di che i blucerchiati sono sembrati ecclissarsi e il Milan è riuscito a tenere più palla, quasi non avesse giocato 120 minuti in settimana. Eppure i rossoneri ci mettevano una vita ad arrivare in area: tanti i passaggi, macchinosi gli scambi e pochi gli spazi da andare a insidiare. Dall’altra parte, invece, i giocatori della Samp con pochi tocchi e quasi senza incontrare ostacoli riuscivano a riaffacciarsi in area avversaria. Fortuna che stavolta, con Francesco Acerbi in panchina, gli errori difensivi sono stati limitati. Tanto che Cristian Zapata sembrava trasmettere sicurezza: una novità per i tifosi del Milan.

Alla fine il punto conquistato è certo meglio della sconfitta rimediata nel girone di andata, in quella prima partita di esordio a San Siro che aveva aperto un ciclo nero per gli uomini di Allegri. Tuttavia il terzo posto si allontana di altri due punti e ora è a nove lunghezze. Un po’ di terreno lo si guadagna su Fiorentina e Roma, sconfitte oggi rispettivamente da Udinese e Catania, ma è una magra consolazione.

Il Milan prima della fine dell’anno sembrava trovare facilmente la strada del gol: ora avrebbe bisogno di un “navigatore” per riavvicinarsi alla porta avversaria. Domenica bisognerà affrontare il Bologna. All’andata ricordiamo tutti come finì, con la tripletta di Pazzini e una vittoria molto discussa. Anche in questo caso far meglio del girone di andata si può (e si dovrebbe).

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