Uinqlo apre a Milano/ Il brand dei piumini ‘ultra light’ e del cashmere a basso costo

- Carmine Massimo Balsamo

Uniqlo, oggi l’apertura a Milano del primo negozio in Italia del colosso giapponese dell’abbigliamento. Il fondatore: “Ne vorrei aprire altri 100”.

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Uniqlo apre a Milano (Facebook)

L’apertura di Uniqlo a Milano ha segnato l’ingresso in Italia e nel capoluogo lombardo del noto brand giapponese dedicato allo shopping. Ha aperto in una posizione strategica, in Piazza Cordusio, trasformando la piazza delle banche in una nuova casa della moda. L’azienda nipponica ha fatto le cose in grande, sbarcando in Italia con un negozio di tre piani e 1500 metri quadrati di abbigliamento. Famoso per i suoi piumini ultra light e per i suoi prodotti in cashmere a basso costo, il marchio sponsorizzato da Roger Federer punta moltissimo sul mercato italiano. Così dopo l’arrivo di Starbucks nel 2018 è toccato a Uniqlo, che già può sorridere per l’afflusso nella giornata inaugurale. “Rappresenta la sostenibilità, la capacità di adattamento all’ambiente e ai materiali che questo ci offre – le parole di Alessandro Poggi, marketing manager Italia -. Il nostro obiettivo sta nel rispettare le radici e l’autenticità del brand, ma anche valorizzarle attraverso le realtà e le tradizioni locali”. (Agg.Jacopo D’Antuono)

Uniqlo da oggi a Milano

2200 boutique nel mondo di cui una, a partire da oggi, a Milano: Uniqlo è pronta a conquistare l’Italia, il gigante giapponese dell’abbigliamento ha iniziato la sua avventura nel Belpaese con la campagna Today’s classic con sette ambassador locali. Uno sbarco letteralmente travolgente, la mission è quella di superare due colossi come Zara e H&M. Tadashi Yanai, fondatore e Ceo del gruppo Fast Retaling, ha spiegato ai microfoni di MFFashion: «Milano è capitale della moda nel mondo, e volevamo creare un negozio perfetto. Per questo abbiamo atteso di trovare lo spazio giusto. Anche il design ha un ruolo speciale in questa nostra boutique perché fa parte del Dna di Milano. E l’interazione con ambassador locali». E Uniqlo potrebbe continuare a investire in Italia, sottolinea il numero uno della holding: «Vorrei aprire 100 negozi in Italia… Ma devono avere una posizione ideale ed essere speciali. Se li trovate, avvisatemi (scherza, ndr)». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

UNIQLO SBARCA IN ITALIA: FILA ALL’ALBA!

Dopo l’annuncio giunto nel novembre 2018, Uniqlo sbarca in Italia: oggi, venerdì 13 settembre 2019, l’apertura del negozio a Milano, in Piazza Cordusio. Il colosso giapponese dell’abbigliamento ha attirato l’attenzione di migliaia di persone, con molte di loro già in fila dalle ore 5.00 di questa mattina per fare shopping nel maxi store situato al fianco di Starbucks. Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza del sindaco Beppe Sala, anche lui in kimono bianco e rosso: «Il più grande store europeo, già 150 assunzioni: Uniqlo a Milano fa le cose in grande», le parole del primo cittadino dem. Ed effettivamente parliamo di un negozio imponente: 1500 metri quadrati su tre piani, abiti e accessori per uomo, donna e bimbo assolutamente low cost. Annunciata la prima promozione: chi effettuerà acquisti per almeno 50 euro nel corso del weekend, riceverà in omaggio una borsa di tela firmata Olimpia Zagnoli.

UNIQLO APRE A MILANO: LE PAROLE DI JOHN JAY

Da Tokyo a Seul, passando per Shanghai e Hong Kong, fino a Parigi, Londra e New York: Uniqlo si è fatto conoscere ed apprezzare in tutto il mondo e, a partire da oggi, vuole conquistare anche il mercato italiano. Qualità e prezzi accessibili, un mix che ha innescato curiosità in tantissime persone, senza dimenticare le importanti collaborazioni avviate con musei, artisti e marchi italiani. John Jay, Presidente Global Creative Uniqlo, ha spiegato ai microfoni di Elledecor: «Quali sono i nostri valori? Rendere il mondo un posto migliore. La nostra filosofia: cambiare l’abbigliamento, cambiare la saggezza comune, cambiare il mondo. Ci crediamo molto, abbiamo impiegato un po’ di tempo a capire cosa davvero ciò voglia dire. Lo dico in un altro modo: non creiamo oggetti e abbigliamento per il pure senso dell’hype, non per il marketing fine se stesso; naturalmente anche noi facciamo business ma dobbiamo prima di tutto sentirci bene riguardo la famiglia, le persone che entrano nella famiglia e coloro che ci invitano a entrare nella loro. Ci siamo impegnati a Milano a portare un nuovo vicino di casa all’interno della zona di piazza Cordusio».

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