Usa, boicottaggio politico olimpiadi Pechino/ “Atleti ci saranno, no delegazione”

- Davide Giancristofaro Alberti

Boicottaggio politico degli Usa nei confronti delle olimpiadi invernali di Pechino del prossimo febbraio: l’annuncio della Casa Bianca

Cina-Usa
Summit Cina-Usa: Xi Jinping e Joe Biden nel 2015 (LaPresse)

Gli Usa hanno annunciato il boicottaggio a livello politico delle olimpiadi invernali che si terranno in Cina, precisamente a Pechino, dal 4 al 20 febbraio 2022, nonché le paralimpiadi in programma dal 4 al 13 marzo. Gli atleti americani, come riferisce il Corriere della Sera, parteciperanno regolarmente ai giochi olimpici, ma nella capitale cinese non ci sarà «alcuna delegazione diplomatica o ufficiale», così come spiegato da Jen Psaki, portavoce di Joe Biden: «Non possiamo fare finta di niente – ha aggiunto – di fronte ai macroscopici abusi dei diritti umani e alle atrocità commesse dal Partito comunista cinese nello Xinjiang (persecuzione della minoranza musulmana degli Uigur i, ndr)».

Immediata la replica cinese, con Zhao Lijian, portavoce del ministero degli Esteri cinesi, che ha parlato di «ingiustificata provocazione», fino a irridere «i politici americani. Nessuno li aveva invitati – ha precisato – il cosiddetto boicottaggio è solo un atto velleitario, da esibizionisti». Non sono mancate minacce: «La Cina prenderà ferme contromisure».

USA ANNUNCIANO BOICOTTAGGIO POLITICO OLIMPIADI PECHINO: INTANTO BIDEN CHIAMA DRAGHI…

Dichiarazioni che ovviamente non distendono una situazione già di alta tensione fra le due super potenze, tra l’altro a sole tre settimane dal vertice online in programma fra il presidente americano Joe Biden e quello cinese Xi Jinping. Psaki, tornando al boicottaggio olimpico, ha spiegato che il governo «non ha voluto penalizzare gli atleti», consentendo quindi la loro partecipazione, spiegando anche che «l’Amministrazione ha informato i Paesi alleati».

E a proposito di tensioni, oggi alle ore 16:00 italiane, le 10:00 di Washington, si terrà il vertice online fra Biden e Vladimir Putin sull’Ucraina. A riguardo il CorSera riporta di un giro di telefonate fra il commander in chief e gli alleati europei, anche il nostro presidente del consiglio, Mario Draghi, contatto avvenuto nella serata di ieri. «Macron, Merkel, Draghi e Johnson hanno condiviso la preoccupazione per il massiccio schieramento di truppe russe al confine con l’Ucraina», la nota diffusa dalla Casa Bianca dopo il giro di chiamate. Viene inoltre lanciato un appello a Mosca «per allentare le tensioni», e proponendo di rilanciare il negoziato ‘Normandia’, di cui fanno parte Russia, Ucraina, Germania e Francia.



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