Ustica, Giovanardi “Aereo esplose per bomba a bordo”/ “Avvisati di un imminente attentato”

- Silvana Palazzo

Strage di Ustica, Carlo Giovanardi: "Aereo esplose per una bomba a bordo. Italia sapeva di un imminente attentato. Ora magistrati scoprono chi è stato..."

ustica dc9 itavia Strage di Ustica, pezzi della fusoliera del DC9 Itavia (LaPresse)

L’aereo Dc-9 di Itavia esplose a Ustica per una bomba a bordo. Lo sostiene Carlo Giovanardi, intervenuto a Cusano Italia Tv in merito alla tragedia del 27 giugno 1980, quando l’aereo esplose in volo e precipitò in mare nei pressi dell’isola di Ustica, causando la morte di 81 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio. «Ora è assolutamente certo che l’aereo è esploso per una bomba collocata nella toilette di bordo», dichiara l’ex ministro. Ora il compito dei magistrati è quello di «scoprire chi ha messo quella bomba».

Tra le ipotesi evidenziate da Giovanardi c’è la «minaccia di rappresaglia che Arafat e il fronte nazionale della Palestina avevano portato avanti richiamandosi all’accordo in base al quale secondo loro potevano far passare armi impunemente dal nostro Paese e in cambio non avrebbero fatto attentati». Per quanto riguarda l’ipotesi che l’aereo sia stato abbattuto durante una battaglia aerea tra Mig della Libia e aerei da guerra della Nato, Giovanardi si sente di escluderla. «Chi parla di battaglie aeree non ha visto le carte e non le hanno viste perché incredibilmente, solo nel dicembre del 2022 col governo Draghi sono state depositate nell’archivio di Stato e quindi ne siamo in possesso».

USTICA, GIOVANARDI “BATTAGLIA AEREA? FANTASCIENZA”

Carlo Giovanardi ha preso visione del carteggio in qualità di membro della Commissione Moro, da cui si evince che «dopo il sequestro dei missili ad Ortona e l’arresto di Abu Saleh che era il referente del fronte di liberazione della Palestina», ci fu un «crescendo di minacce delle frange estremiste dei palestinesi che minacciavano una rappresaglia se non veniva liberato Abu Saleh», ma questi «venne invece condannato». L’ex ministro aggiunge: «Il 27 giugno al mattino parte il capogramma da Beirut del nostro addetto alla sicurezza dell’ambasciata che avvisa che siamo nell’imminenza dell’attentato, che scatta puntualmente con l’esplosione dell’aviojet. Io purtroppo queste cose non le ho potute dire l’anno scorso». Per quanto riguarda il processo penale, è arrivato fino in Cassazione: tutti i generali dell’aeronautica che avevano rinunciato alla prescrizione sono stati assolti con formula piena.

Nella sentenza penale , che è passata in giudicato, è messo nero su bianco, precisa Giovanardi, che «quella della battaglia aerea è una trama degna di un film di fantascienza. Una sommatoria di balle che sono servite a fare film, a vendere canzoni, sceneggiati etc». Per quanto riguarda la circostanza dei documenti secretati, ciò «è dovuto agli accordi con la resistenza palestinese per evitare attentati». Infine, una riflessione: «Tra gli anni ’70 e ’80 dato il grande numero di attentati i governi cercavano il modo di mettersi a riparo, solo in Italia tutto questo si è tradotto in una politicizzazione e nell’indicazione da parte della allora parte politica che era contro francesi e americani, poiché stavano con l’Unione Sovietica».





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