Vaccinati contagiosi? “Possibile, ma raro”/ Come vaccini riducono trasmissione Covid

- Silvana Palazzo

Vaccinati contagiosi? I vaccini riducono trasmissione Covid (anche se non del tutto): quindi è un evento possibile, ma raro. Ecco perché e cosa sappiamo al momento

terze dosi ecdc
Vaccinazione anti Covid (LaPresse)

«I vaccinati possono trasmettere il coronavirus come le persone non vaccinate. È un evento molto insolito e raro, ma si verifica». Sono bastate queste parole di Anthony Fauci a scatenare una bufera in tutto il mondo. Questo perché non sono state contestualizzate a dovere, col rischio di far passare l’idea che i vaccini non servano, mentre in realtà è proprio l’opposto. Sì, i vaccinati possono infettarsi e trasmettere il virus allo stesso modo dei non vaccinati, ma gli immunizzati si infettano molto meno e le probabilità della trasmissione del coronavirus sono molto basse. Nel documento dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) Usa, come riportato dal Corriere della Sera, si spiega che negli Stati Uniti i casi tra vaccinati aumentano, ma sono pari allo 0,021%, anche se la contagiosità della variante Delta è pari alla varicella. Suppongono che la variante Delta porti ad una forma più grave del Covid, ma con la vaccinazione si garantisce la necessaria protezione.

La vera novità riguarda studi che evidenziano «enormi quantità di virus nel naso e nella gola, indipendentemente dallo stato di vaccinazione», la cosiddetta carica virale. Quel che non si sapeva è che ciò valesse anche per i vaccinati, ma questa non è la prova di una trasmissione simile tra vaccinati e non. Secondo altre ricerche, infatti, i vaccinati non contagiano anche se con alte cariche virali.

VACCINI E TRASMISSIONE COVID: COSA SAPPIAMO

Ma anche i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) Usa riportano nel documento che il rischio di infezione è ridotto di tre volte nei vaccinati (quello di malattia grave e morte di 10 e più volte) e che le stime di efficacia dei vaccini contro il contagio rappresentano la media di un gruppo, non un rischio individuale, perché questo viene modificato da età e condizioni di salute. Quindi, spiega il Corriere della Sera, se sono in una Rsa, l’efficacia e la trasmissione può essere condizionata dal contesto. Ma il vaccino comunque è protettivo all’80% sul contagio, quindi l’indice Rt è minore di 1 anche per la variante Delta tra i completamente vaccinati. Pensiamo allora ad un ambiente chiuso con almeno un positivo: se i presenti sono tutti vaccinati, se ne infettano 35 su 100. Se non sono vaccinati, si può arrivare al 100%. Dunque, la protezione dal contagio è alta, ma non totale. Da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine (Nejm), condotto in Israele tra 1.497 operatori sanitari, è emerso che il 74% dei positivi aveva un’elevata carica virale, ma non avevano contagiato nessuno. Ma questo studio riguarda la variante Alfa.

I vaccini rappresentano, dunque, uno scudo. Se un vaccinato positivo si trova in un locale al chiuso, la sua minima capacità infettiva è nulla contro un vaccinato che a sua volta è protetto dal contagio. In realtà sono due gli scudi. Chi non è vaccinato, invece, sarà suscettibile. Quel che va chiarito è se la variante Delta si comporta diversamente dalle altre varianti. Quel che sappiamo è che ha una carica virale 1.260 volte superiore ai ceppi precedenti, ma non sappiamo che ruolo abbia nella diffusione del coronavirus.

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