Vaccino influenza “manca in farmacia”/ Federfarma “farlo agevola diagnosi Covid-19”

- Emanuela Longo

Vaccino influenza “manca in farmacia”: l’allarme di Federfarma che annuncia il rischio carenza e l’importanza della vaccinazione ai fini della diagnosi di Covid

vaccino-pixabay
Vaccino influenza

Mentre si attende con ansia l’arrivo di un vaccino in grado di combattere il Coronavirus, è già iniziata la corsa al vaccino antinfluenzale. In vista della nuova campagna vaccinale, si stima un incremento del 50% con oltre 1,2 milioni di vaccini. Eppure, come riporta TgCom24, Federfarma ha già lanciato l’allarme dal momento che con numeri simili potrebbero mancare le disponibilità delle dosi in farmacia. Un rischio sempre più concreto e rispetto al quale si è espresso anche il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, commentando: “Ciò significa che, in assenza di un canale capillarmente diffuso e facilmente raggiungibile da tutti, qual è la farmacia, molti cittadini, appartenenti soprattutto alla fascia attiva della popolazione e quindi sottoposti a un maggior rischio di contagio, si troverebbero nell’impossibilità di vaccinarsi”. Certamente il vaccino antinfluenzale avrà il prossimo autunno una importanza certamente maggiore rispetto ai precedenti anni in quanto contribuirà a rendere più agevole la diagnosi di Covid-19 permettendo così una migliore gestione dei casi sospetti e una minore congestione del servizio sanitario territoriale.

VACCINO INFLUENZA “MANCA IN FARMACIA”: ALLARME DI FEDERFARMA

Federfarma ha tuttavia già spiegato che le farmacie sono già pronte a distribuire le dosi di vaccino messe a disposizione dal Ssn “secondo termini e modalità da stabilire, anche per conto delle Amministrazioni regionali che vorranno renderli disponibili”. Infine, insieme a Fofi (Federazione ordini farmacisti italiani) e alla Fondazione Cannavò, Federfarma ha promosso corsi per la formazione dei farmacisti legati alla somministrazione del vaccino antinfluenzale: “Federfarma chiede l’adozione di un provvedimento legislativo che abiliti espressamente il farmacista a inoculare i vaccini, come già avviene in molti Paesi dell’Unione Europea anche nell’ottica di future campagne vaccinali anti-Covid”, ha concluso il presidente Cossolo. In realtà già molte farmacie sono abilitate alla somministrazione del vaccino grazie alla presenza di un infermiere che lavora nei propri locali.



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