Vaticano, caso sospetto di finanziamento terrorismo/ Ma Aif “Si è rivelato infondato”

- Silvana Palazzo

Vaticano e il caso sospetto di finanziamento del terrorismo nel 2019. Ma Autorità di informazione finanziaria (Aif) precisa: “Si è rivelato infondato”. Intanto a settembre ispezione Moneyval

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Basilica di San Pietro in Vaticano (LaPresse, 2019)

Una nuova ombra sullo Ior: la Banca vaticana ha finanziato il terrorismo? Tra le operazioni sospette segnalate al termine del 2019 dall’Autorità di informazione finanziaria della Santa Sede ce n’è una appunto che ha sollevato questo dubbio preoccupante. Il Rapporto annuale dell’intelligence unit del Vaticano, organismo che si occupa di contrastare il riciclaggio e appunto il finanziamento al terrorismo, però segnala al tempo stesso che, dopo gli approfondimenti esperti, questo sospetto si è rivelato infondato, in quanto non sono emersi «elementi soggettivi o oggettivi che potessero effettivamente ricondurre l’operazione ad attività di finanziamento del terrorismo». L’AIF in ogni caso mantiene un atteggiamento preventivo e propositivo, garantendo piena collaborazione a livello internazionale e «supporto costante alle UIF delle giurisdizioni maggiormente esposte al rischio di attacchi terroristici». Ciò in quanto la lotta al finanziamento del terrorismo rappresenta «una priorità», come viene ribadito.

VATICANO, LE SEGNALAZIONI SOSPETTE NEL 2019

Sono state registrate 64 segnalazioni di attività sospette nel 2019 contro le 58 dell’anno precedente. Quattro di queste da parte di autorità della Santa Sede, come la famosa Segreteria di Stato vaticana sulle gravi irregolarità nella finalizzazione dell’acquisto del famoso palazzo di Londra comprato nel 2014 dal finanziere Raffaele Mincione. Inoltre, 15 di queste segnalazioni sono state trasmesse, dopo approfondimenti, all’Ufficio del Promotore di giustizia dello Stato pontificio affinché se ne occupi la magistratura, mentre nel 2018 erano state 11. Nel Rapporto si precisa anche che 370 soggetti sono stati sottoposti ad accertamenti nell’ambito di una collaborazione internazionale con le autorità di molte giurisdizioni per trovare schemi finanziari di azioni potenzialmente illecite. L’attività dell’Autorità di informazione finanziaria del Vaticano è stata corposa, anche se è stata decapitata in seguito alle indagini del Promotore vaticano sul palazzo di Sloane Ave. Ma questa è la fase della trasparenza finanziaria.

VATICANO, A SETTEMBRE ISPEZIONE MONEYVAL

Intanto il Vaticano è finito di nuovo sotto la lente d’ingrandimento dei valutatori di Moneyval, organismo del Council of Europe che arriverà in visita dopo quella della primavera del 2012. Doveva tenersi ad aprile, ma è stata rinviata a causa dell’emergenza coronavirus. Carmelo Barbagallo, ex capo della Vigilanza della Banca d’Italia e da poco nuovo presidente dell’Aif, ha spiegato che l’ispezione è prevista il 29 settembre a Città del Vaticano. «La visita durerà all’incirca due settimane. Si tratta di un assessment importante: il precedente era sul quadro normativo, questa volta riguarderà anche l’efficacia dell’azione di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo», ha dichiarato al Sole 24 Ore. Intanto si sta già facendo molto in materia di vigilanza e controllo anti-riciclaggio e finanziamento del terrorismo. «Sono stati siglati accordi con la Segreteria di Stato e con la Segreteria dell’Economia, poi con la Gendarmeria e con il Revisore Generale, tutti accordi che rafforzano e ampliano l’attività di vigilanza, con strumenti efficaci, anche attraverso questionari di auto-valutazione».

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