Venerdì 17: sfortuna e superstizione/ Incisione tombale antica Roma tra le origini?

- Chiara Greco

Venerdì 17: sfortuna, eptacaidecafobia e superstizione. Le origini restano ignote, tra incisioni risalenti all’antica Roma e la Smorfia Napoletana

gatto nero pixabay 2020
Gatto nero, venerdì 17 (Pixabay)

Scaramantici e superstiziosi all’appello! Oggi, venerdì 17, rappresenta per molti il giorno più temuto. Se per la maggior parte delle persone adulte questa giornata rappresenterà la fine delle fatiche lavorative e l’inizio del weekend, per altri rappresenterà l’apice della eptacaidecafobia, ovvero la paura del 17. In Italia, il giorno venerdì 17 è tra i più sfortunati secondo una tradizione ormai ampiamente radicata. Secondo la Smorfia Napoletana, ad esempio, il numero 17 è associato alla “disgrazia” e questa forse potrebbe essere una delle cause della fobia insensata di molti italiani per questa giornata. Vero è che oggi, quasi certamente anche i meno scaramantici saranno stati colti da qualche pensiero negativo. Rintracciare le origini di questa tradizione è difficile, ma tra le ipotesi più accreditate riferite da Wired c’è senza dubbio quella che rimanda all’antica Roma, dove molte iscrizioni mortuarie riportavano la dicitura VIXI, letteralmente “vissi”, quindi sono morto. Quattro lettere ma che al tempo erano quattro numeri e che venivano inevitabilmente associati al numero 17. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

LA SPIEGAZIONE MATEMATICA

Oggi è venerdì 17, e per molti questa giornata significa sfortuna. Chiamatela eptacaidecafobia, scaramanzia o semplice prudenza, fatto sta che sono tantissimi in Italia che “temono” questo giorno come la peste. Iniziamo col dire che nel corso del 2020 ci saranno ben tre venerdì 17: quello di oggi, quello di aprile, e infine, quello di luglio, con l’aggiunta di un bell’anno bisestile, giusto per non farci mancare nulla. La “paura” nei confronti di venerdì 17 è una cosa tutta italiana, in quanto, al di fuori dei confini nazionali, il giorno più temuto è il 13, sempre di venerdì (famoso a riguardo il film horror uscito in svariati capitoli). Le origini dalla sfortuna sono diverse, e fra le tante c’è anche una spiegazione matematica della questione, ovvero, il fatto che il numero 17 fosse antipatico ai seguaci di Pitagora perchè frapposto fra il 16 e il 18, gli unici due numeri in grado di rappresentare in un solo colpo il perimetro e l’area di un quadrilatero. Ovviamente non c’è una spiegazione scientifica e concreta sul fatto che il 17 porti o meno sfortuna, di conseguenza, l’interpretazione è molto suggestiva. Potrete così sentire persone terrorizzate da questa giornata, a cui gli è accaduto di tutto in questo giorno negli anni, ed altre che invece l’affronteranno come se fosse un giorno qualunque… (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

VENERDÌ 17 PORTA SFORTUNA?

Venerdì 17 è uno dei giorni più sfortunati dell’anno? Secondo molti sì. Quelli che credono alla scaramanzia evitano in tutti i modi di prendere appuntamenti in questa giornata e, se possono, si chiudono dentro casa per paura che un vaso possa cadergli in testa o qualche gatto nero possa tagliare la loro strada causando chissà che sventura. La tradizione della scaramanzia del venerdì 17 è nata in Italia, visto che nella nostra tradizione è proprio il numero 17 ad essere visto di cattivo occhio. Nelle altre tradizioni scaramantiche del mondo, in particolare dei paesi anglosassoni, è il 13 a far rabbrividire le persone. Le origini del terrificante venerdì 17 non sono ben chiare, come per esempio quelle del venerdì 13, legato a tradizioni evangeliche o al pianeta Marte.

Venerdì 17: come nasce questa tradizione scaramantica?

Come abbiamo detto, la tradizione italiana del Venerdì 17 potrebbe essere legata al giorno del diluvio universale, come riporta Wired, avvenuto – secondo la Bibbia – il diciassettesimo giorno del mese di Heshvan. Altri invece credono che l’astio verso questa combinazione sia nata a seguito della rivoluzione francese, quando Luigi XVI fu assassinato dai rivoluzionari, portando quindi al trono Luigi XVII, un re che non ha avuto modo di prendere controllo della Francia, che rimase ai rivoluzionari. L’ultima ipotesi è quella risalente all’epoca romana, quando su ogni tomba veniva portata la dicitura VIXI, che stava a significare l’espressione “vissi”, ma la cui combinazione fa uscire fuori proprio il numero XVII. Secondo questa tradizione quindi il numero 17 è legato in qualche modo alla morte.

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