Veronica Yoko Plebani/ La malattia e le cicatrici: “Non è facile accettarsi ma…”

- Silvana Palazzo

Veronica Yoko Plebani a “Da noi… a ruota libera”, programma di Francesca Fialdini. Dalla malattia alle cicatrici: “Non è facile accettarsi, ma quando sono uscita dall’ospedale…”

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Veronica Yoko Plebani

Veronica Yoko Plebani ospite di “Da Noi… A Ruota Libera” nella puntata di oggi. In collegamento, a causa dell’emergenza coronavirus, la campionessa paralimpica ha raccontato la sua storia. «Sei uno di quegli esempi che i ragazzi dovrebbero ben tenere a mente», ha detto la conduttrice Francesca Fialdini. Questo perché a 15 anni si è ammalata di una forma grave di meningite, che le ha lasciato le cicatrici sul corpo. «Non è stata una passeggiata, ma sono stata fortunata, perché ho avuto la possibilità di fare una vita straordinaria, piena di esperienza». Ma trasformare lo specchio in un amico non è stato facile. «Ma è diventata una curiosità e mi sono accettata. Oggi vedo una ragazza che a 24 anni ha fatto tante cose. Ci vedo me stessa e basta. Una cicatrice in più o in meno non fa la differenza». Lo sguardo degli altri, che l’hanno fatta sentire “normale”, l’ha aiutata. «Sia normale faticare a mostrarsi e accettarsi, ma queste foto in costume, in cui mi sono mostrata per quella che sono, hanno avuto un eco incredibile».

VERONICA YOKO PLEBANI OSPITE DI FRANCESCA FIALDINI

Veronica Yoko Plebani ha parlato di come è entrato lo sport nella sua vita. «Quando sono uscita dall’ospedale non avevo la stessa gestione del mio corpo, mi sono dovuta adattare». Vicino a casa aveva un fiume bellissimo, e questo l’ha aiutata, racconta a “Da Noi… A Ruota Libera”. «Poter tornare a scivolare sull’acqua mi ha attirata verso lo sport. Sono salita in canoa e ho trovato tutta la mia indipendenza e la possibilità di fare qualcosa di importante». E dal 2012 Veronica Yoko Plebani fa attività a livello agonistico. Anche se a volte la sua passione per lo sport l’ha portata a dover affrontare delle difficoltà. «Quando si fa sport si affrontano delle sfide tutti i giorni, ma questa è la cosa più bella. In bici si ha paura, in canoa affrontando fiumi impegnativi si affrontano paure e difficoltà, ma serve anche a questo lo sport», racconta con soddisfazione la campionessa paralimpica di canoa e snowboard.



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