Vincenzo Paduano, chi è assassino di Sara Di Pietrantonio/ Ergastolo per l’omicidio

- Giovanna Tedde

Vincenzo Paduano è stato condannato per l’omicidio della giovane Sara Di Pietrantonio, sua ex fidanzata 22enne uccisa e bruciata a Roma nel 2016

Sara Di Pietrantonio e Vincenzo Paduano (Foto: web)
Sara Di Pietrantonio e Vincenzo Paduano (Foto: web)

Condannato in via definitiva perl’omicidio di Sara Di Pietrantonio, Vincenzo Paduano è l’ex fidanzato della ragazza di 22 anni uccisa e bruciata in via della Magliana a Roma. Un delitto tra i più sconvolgenti delle cronache consumato nella notte del 29 maggio 2016 nella zona alla periferia della Capitale. Il fuoco investigativo si è concentrato ben presto sulla posizione di Vincenzo Paduano, ex fidanzato della vittima che non avrebbe accettato la fine della loro relazione e il fatto che Sara Di Pietrantonio si fosse rifatta una vita senza di lui. Paduano l’avrebbe inseguita e aggredita, strangolandola dopo averla tramortita per poi darle fuoco.

Secondo i giudici chiamati a emettere sentenza sul caso, Paduano avrebbe agito un controllo “pressante e ossessivo” nei confronti della 22enne, fino all’agghiacciante epilogo che avrebbe posto fine alla vita della ragazza. Sara Di Pietrantonio aveva iniziato una nuova frequentazione e si era lasciata alle spalle la storia con l’uomo poi riconosciuto come suo assassino.

Vincenzo Paduano all’ergastolo per l’omicidio dell’ex fidanzata Sara Di Pietrantonio

Dal 2021, la condanna all’ergastolo a carico di Vincenzo Paduano è definitiva. La Cassazione ha confermato l’esito dell’appello bis, scaturito nel 2019 dal rinvio esercitato dalla Suprema Corte dopo la condanna a 30 anni emessa in secondo grado. Una pena, quest’ultima, stabilita in quanto i giudici avrebbero ritenuto il reato di stalking – di cui Paduano era imputato – assorbito in quello di omicidio e che, per gli ermellini, non era sufficiente rispetto all’entità del crimine commesso.

Vincenzo Paduano aveva confessato il delitto poco dopo il fermo. Nel 2018, a ridosso della sentenza di appello, l’uomo aveva parlato così in aula: “Neanche io riesco a darmi pace, ed è giusto così perché per quello che ho fatto non posso meritarla. Mi sono macchiato della peggiore delle azioni che un uomo possa compiere, tanto da essermi autodefinito un mostro”. Quella sera del 29 maggio 2016, Vincenzo Paduano avrebbe lasciato il posto di lavoro da vigilantes e avrebbe aspettato che la sua ex accompagnasse a casa il nuovo fidanzato, poi l’avrebbe seguita. Dopo aver speronato l’auto, avrebbe costretto Sara Di Pietrantonio a fermarsi e l’avrebbe aggredita, strangolata e data alle fiamme senza pietà. Il cadavere della giovane sarebbe stato trovato dalla mamma, Concetta Raccuia, il mattino seguente, disperata perché la 22enne non aveva fatto ritorno a casa.







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