IL PALAZZO/ Dietro il pasticcio della manovra, la “guerra” Alfano-Tremonti?

- Lamberto Icini

Il nuovo corso di Alfano, neosegretario Pdl, è già in salita. La manovra, le accuse di nuove leggi ad personam e il voto sulla richiesta di arresto del deputato Alfonso Papa. LAMBERTO ICINI

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Giulio Tremonti e Angelino Alfano (Imagoeconomica)

La notizia migliore della settimana, probabilmente, Silvio Berlusconi l’ha avuta lunedì sera da Enrico Mentana. Il giornalista, che il premier ha ormai inserito stabilmente tra coloro che non lo amano, ha diffuso il suo settimanale sondaggio sulle intenzioni di voto. Quattro i motivi di soddisfazione per il Cavaliere. Il Pd, dopo la “sbornia” della amministrative, è tornato a scendere e ha perso 0,4% fermandosi al 27,8%. Contestualmente è cresciuto l’Idv, segno evidente che la svolta istituzionale di Di Pietro paga e ruba voti soprattutto ai Democratici. Il terzo dato riguarda il Pdl che, in virtù del calo del Pd e di una propria crescita, è tornato ad essere il primo partito italiano (29%). Infine le coalizioni. Qui il centrosinistra continua ad essere in vantaggio (41% contro 40,8%), ma per riuscirci deve mettere insieme Pd, Idv e Sel. E i recenti fatti della Val di Susa dimostrano che non sarà semplice.

Insomma, il premier può concedersi un mezzo sorriso, anche perché il sondaggio è stato fatto nei giorni in cui venivano resi noti, più o meno ufficialmente, i contenuti della Manovra. Non solo, ma a Palazzo Grazioli leggono l’inversione di tendenza anche come un segnale di approvazione nei confronti della nomina a segretario del ministro Angelino Alfano. E questo è molto importante sia per arrivare alla fine della legislatura, sia in vista delle elezioni del 2013.

Il Cavaliere sta puntando molto sul neosegretario convinto di aver finalmente avviato una nuova era del Pdl senza che ciò coincida con una sua prematura e violenta fine. Sta nascendo, è il ragionamento fatto a chi lo ha incontrato in questi giorni, un partito un po’ meno monarchico e un po’ meno anarchico. Dal canto suo Alfano sta gestendo al meglio questa fase. L’idea di una Costituente Popolare lanciata in questi giorni è un chiaro superamento del Cavaliere (anche perché mira a recuperare sia Pier Ferdinando Casini che, di riflesso, Gianfranco Fini), ma è l’unica strada percorribile per tentare di vincere le prossime Politiche.

Berlusconi sembra assecondare questo percorso e, non a caso, sta lasciando ampi margini di manovra al segretario (ieri sera, pur annunciato, il Cav non ha preso parte alla riunione del gruppo Pdl alla Camera). Una cosa che disturba e non poco Giulio Tremonti. Il ministro dell’Economia sa che più tempo passa, più Alfano si rafforza, meno possibilità ha lui di giocarsi la partita della leadership. Per questo, sostengono i maligni, sta giocando sporco sulla Manovra. Le indiscrezioni, le voci subito smentite, le misure inserite e tolte, sarebbero un tentativo del ministro di provocare una rottura che porti dritto alle elezioni.

Poco chiaro, in questo scenario, il ruolo della Lega. C’è chi la descrive al fianco di Tremonti decisa ad arrivare ad elezioni nel 2012. Altri invece, parlano di un asse di ferro con Alfano. Entrambe le cose potrebbero essere vere visto che ormai nel Carroccio convivono più anime. E quella guidata da Maroni ha sicuramente ottimi rapporti con il neosegretario del Pdl.

Note a margine. Oggi la Giunta per le Autorizzazioni della Camera si riunisce per votare sulla richiesta d’arresto per il deputato Pdl Alfonso Papa. Il diretto interessato ha preparato una memoria difensiva per mettere in evidenza tutte le incongruenze delle oltre 15mila pagine dell’ordinanza. Alfano, per ora, non ha dato indicazioni di voto ai suoi. Si deciderà dopo la relazione di Papa. Di certo si tratta di una prova importante lungo la strada di quel “partito degli onesti” che il neosegretario ha detto di voler costruire.



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