VITT e AstraZeneca, trombocitopenia immunitaria da vaccino/ Cos’è e come si cura

- Silvana Palazzo

VITT e AstraZeneca: cos'è e come si cura la trombocitopenia trombotica immunitaria indotta da vaccino. I primi casi, la scoperta del "meccanismo" e della terapia per bloccarlo

astrazeneca Fiala di vaccino AstraZeneca (Foto: LaPresse)

Si chiama trombocitopenia trombotica immunitaria indotta da vaccino, più sinteticamente VITT. Cos’è? È una sindrome emersa nella prima fase della campagna vaccinale e associata al vaccino sviluppato da AstraZeneca con l’Università di Oxford. Alcuni anticorpi derivanti dalla vaccinazione con AstraZeneca possono legarsi a una proteina coinvolta nella coagulazione del sangue. Simile alla trombocitopenia indotta da eparina (HIT), la VITT provoca una bassa conta piastrinica e coaguli di sangue nelle arterie o nelle vene. I ricercatori dell’Università Greifswald in Germania sono stati i primi a segnalarla. La causa è legata agli anticorpi contro il fattore quattro delle piastrine che attivano le piastrine e il sistema di coagulazione. Sono cioè gli anticorpi anti-PF4 che inducono le trombosi della vena cerebrale e altre trombosi insolite dopo la vaccinazione. Nella maggior parte dei pazienti scompaiono entro tre mesi.

Esiste una terapia per curarla, se la diagnosi è precoce: è sufficiente una infusione di immunoglobuline ed anticoagulanti non eparinici. Importante è anche il fatto che i pazienti possano essere vaccinati una seconda volta senza recidiva degli anticorpi in virtù della loro transitorietà. Per questo si consiglia di mantenere una distanza temporale di almeno tre mesi tra le due somministrazioni.

VITT, IL RUOLO DEGLI ANTICORPI ANTI-PF4

Ciò riduce il rischio che la seconda dose venga somministrata con quegli anticorpi ancora in circolo. La preoccupazione degli scienziati era legata alla persistenza di questi anticorpi, in particolare per mesi o addirittura anni. la scoperta che il declino degli anticorpi patogeni è rapido è un sollievo, visto che il rischio di trombosi scompare nel giro di poche settimane. Inoltre, con il calo degli anticorpi è stata offerta ai pazienti con VITT dopo la prima vaccinazione un richiamo con vaccino a mRna e nessuno ha avuto sintomi o ulteriori complicanze.

Quindi, si può garantire una vaccinazione completa. Dagli studi è emerso che il richiamo con Pfizer o Moderna sembra essere sicuro dopo che i test di attivazione piastrina per gli anticorpi VITT sono diventati negativi. Ma in molte parti del mondo non sono disponibili test anticorpi anti-PF4, per questo si suggerisce un approccio pragmatico, pertanto nell’attesa di almeno 12 settimane dopo un episodio di VITT prima di prendere in considerazione la seconda dose.





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