Voto diciottenni al Senato: arriva il primo sì/ Si va verso la storica svolta

Primo storico sì della Camera al voto dei diciottenni anche al Senato: tutti i dettagli

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L'aula del Senato (LaPresse)

Il voto dei diciottenni al senato sembra sempre più vicino. Oggi, come riferito dai colleghi dell’agenzia Ansa poco fa, è giunto un primo importante “sì” da parte della Commissione Affari costituzionali della Camera, alla riforma che permette appunto ai ragazzi al di sotto dei 25 anni di età di votare per l’elezione del senato. A proporre il testo base sono stati i relatori Stefano Ceccanti, esponente del Partito Democratico, nonché Valentina Corneli del Movimento 5 Stelle. Sono diversi i disegni di legge presentati (il termine per gli emendamenti è fissato a giovedì 10 giugno), da cui è appunto stato tratto un testo base appoggiato in maniera bipartisan da tutti i gruppi presenti alla Camera. Il Partito Democratico, con Enzo Bruno Bossio e Ceccanti, proponeva l’abbassamento dell’età anche per l’elettorato passivo del Senato, da 40 a 25, mentre la proposta del M5s a firma Giuseppe Brescia, riguardava solo l’elettorato passivo, da 25 a 18. Infine la proposta di Fratelli d’Italia, che non riguardava l’età degli elettori bensì degli eletti: per la Camera bisogna avere almeno 18 anni, per il Senato, 25.

VOTO DICIOTTENNI AL SENATO: ARRIVA IL PRIMO SÌ

Alla fine è passato il testo base di Brescia e dopo svariati anni in cui si è discusso circa l’abbassamento dell’età per gli elettori del Senato, sembra davvero vedersi la luce in fondo al tunnel. Dalla prossima tornata verranno così allineati i due rami del parlamento e non si riproporrà più quanto accaduto alle ultime politiche del 4 marzo 2018, in cui erano circa 50 milioni e 800mila gli elettori per la Camera, e solo 46 milioni e 725 mila per il senato. «Riconducendo il diritto di voto per il Senato della Repubblica alla maggiore età – si legge nel testo – si intende, quindi, superare un’esclusione che non pare più giustificata e che risulta particolarmente ampia da quando, nel 1975, la maggiore età è stata portata dai ventuno ai diciotto anni. Far scegliere ai più giovani anche la composizione del Senato – si legge ancora – può facilitare la loro attenzione nei confronti della politica, senza discriminazione di età per l’elezione delle due Camere».



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