Xian, peggior focolaio Covid in Cina dopo Wuhan/ Lockdown e disinfezione strade

- Alessandro Nidi

Xian, incubo Covid: scatta il lockdown nella metropoli della Cina, che conta 13 milioni di residenti. Sono già 41mila le persone in quarantena

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Coronavirus in Cina (LaPresse)

Quello della metropoli di Xian è il peggior focolaio Covid in Cina in seguito a quello registrato a Wuhan nel 2020: questo è il focus eseguito sull’edizione odierna del quotidiano “La Repubblica”, che racconta come da giorni sia scattato il lockdown in città, con 13 milioni di persone costrette a rispettare le rigide misure di chiusura, assistendo a scene che assomigliano tristemente a un film già visto: soltanto domenica centinaia di addetti preposti alla disinfezione di strade e piazze, effettuavano i loro interventi di sanificazione, rigorosamente di bianco vestiti.

Non solo: si è reso addirittura necessario l’intervento dei militari per permettere agli infermieri impegnati a processare i tamponi molecolari di svolgere in maniera più agevole il loro operato. Intanto, sono scattate le chiusure: stop alle principali attività commerciali, alle scuole, ai trasporti e ai servizi pubblici, con la possibilità solamente per “una persona per ogni famiglia di poter lasciare la propria abitazione ogni due giorni per fare la spesa oppure in situazioni di autentica emergenza”.

XIAN, EMERGENZA COVID: 41MILA CITTADINI ATTUALMENTE IN QUARANTENA

L’approfondimento de “La Repubblica” sull’emergenza Covid a Xian, in Cina, è accompagnata anche da alcuni dati statistici, che rivelano come a preoccupare sia l’esponenzialità della crescita: le persone venute in contatto con casi positivi risultano essere 17.527, con oltre 41mila cittadini attualmente in quarantena presso strutture alberghiere.

Gli esperti, nel frattempo, hanno anche provato a risalire alla genesi di questa recrudescenza pandemica nella metropoli orientale, giungendo alla conclusione che a innescarla sarebbe stato “un volo aereo proveniente dall’estero, precisamente dal Pakistan, lo scorso 4 dicembre, da cui sarebbe emerso il primo caso di positività”. Infatti, in base ai controlli eseguiti successivamente, sarebbero stati individuati sei passeggeri positivi alla variante Delta. Da quel momento in poi, “a diffondere il virus sarebbe stato un infermiere, possibile causa del primo contagio esterno all’ospedale della città, da cui poi è scaturito un incremento dei contagi fra la popolazione. Tra questi, sarebbero quattro i casi con sintomi gravi e tra loro anche un bimbo di un anno d’età”.







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