Zingaretti: “Ampliare l’obbligo del vaccino”/ “Non possiamo finire in nuovo lockdown”

- Carmine Massimo Balsamo

Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti al Corriere: “Bisogna valutare la possibilità di anticipare da 6 a 5 mesi la terza dose”

nicola zingaretti
Nicola Zingaretti (LaPresse)

No a nuovi lockdown: questo il messaggio di Nicola Zingaretti. Bisogna «difendere la libertà di tutti», ha spiegato il governatore del Lazio ai microfoni del Corriere della Sera, e per farlo è necessario prosciugare il più possibile il bacino dei potenziali contagi e l’area dove il virus sopravvive, che è quella dei non vaccinati: «Non dobbiamo rinunciare a convincere le persone a vaccinarsi, ma se questo non bastasse per me vanno bene tutti gli incentivi alla vaccinazione. Per esempio, si potrebbe ampliare la fascia dell’obbligo vaccinale. Oggi vale per medici e personale sanitario. Ma va aperta una riflessione su altre funzioni pubbliche molto importanti. Non per ledere la libertà di qualcuno, ma per garantire la libertà di tutti».

Nicola Zingaretti non si è sbilanciato sulle categorie da comprendere nell’obbligo vaccinale, la decisione spetta al governo, ma ha rimarcato: «È evidente che in una fase di ripresa economica e nel contempo di disagio sociale a una funzione civile deve rispondere una responsabilità civica». Per questo motivo, ha proseguito, non è da escludere la definizione di obbligo vaccinale per funzioni primarie dello Stato e della PA.

NICOLA ZINGARETTI: “NO A NUOVO LOCKDOWN”

Nicola Zingaretti ha aperto all’ipotesi di lockdown per non vaccinati e, condividendo lo spunto del suo assessore D’Amato, ha proposto il possibile anticipo della terza dose da sei a cinque mesi: «Almeno per le persone anziane sarebbe opportuno portarla a cinque mesi. Tanto ormai i vaccini ci sono e la macchina organizzativa è pronta a rispondere. L’ importante, e per noi nel Lazio è stato questo lo strumento maestro per ottenere risultati, è non aspettare il virus ma anticiparlo sempre». Il Natale non è a rischio, ha poi aggiunto Nicola Zingaretti, evidenziando che tutto però dipende dai nostri comportamenti, replicando così a chi alimenta il dibattito sulle libertà compresse: «La più grande negazione della libertà individuale e collettiva sarebbe quella di essere costretti a tornare al lockdown. Chi in questo momento non si vaccina è un privilegiato che gode del fatto che altri milioni di persone per fortuna si sono vaccinate. Nessuno si permettesse di fare lezione sui concetti di libertà perché nel non osservare le regole e nel mettere a rischio le vite degli altri non c’è nessuna libertà. Anzi, è la negazione della libertà in nome di un privilegio individuale».



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