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SANREMO 2012/ Quando la tv vince sulla musica: tutto il festival dalla A alla Z

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Festival di Sanremo 2012 (Infophoto)  Festival di Sanremo 2012 (Infophoto)

SANREMO 2012 - Adriano. Sono un fan di Celentano da quando sono nato. La prima serata del Festival non è della canzone ma sua. Oltre al cachet assurdo, la Rai non ha il potere editoriale di sapere cosa il Molleggiato dirà sul palco. Altra assurdità, contano più gli ascolti che il rispetto del pubblico che paga il canone. Comunque basta non prenderlo sul serio e non dargli corda. Spero che i fischi dell’ultima serata lo riportino sulla terra.

Sempre grande quando ha a che fare con la musica.

Voto 3 allo sproloquio e 8 quando canta.

Belen. Ormai è una reginetta ma vive in tv senza Corona. Non è più una valletta: Colorado, Italia’s Got Talent, Sanremo. Ma di fatto non è ancora una presentatrice. Che canti è un insulto al Festival. Tutto il resto di lei è veramente …. godibile, farfallina compresa.

Voto 7,5, l’occhio della Tv vuole sempre la sua parte.

Canalis. Finta star, dopo Bobone Vieri ha fatto un salto negli States in coppia con  Clooney (feeling vero o falso?). Finta show girl sguaiatona. Né carne (in confronto a Belen) e né pesce (capacità interpretative). Per il canto vale quello detto per Belen.

Voto 6, meglio di tante altre.

Dalla Lucio. Un testo criticabile ma un’esecuzione da maestro sia come apporto vocale a Pierdavide Carone che come direzione. L’unico vecchio cantante e musicista che non presenta e non si atteggia a showman. Qualcuno questo sporco mestiere lo deve comunque fare e Lucio lo fa benissimo.

Voto 7 la sua stella luccica dal lontano 4 marzo 1943.

Ex Iene. Look simile per Luca e Paolo. Ormai anche loro sono lanciati: Sanremo 2011, spot Fiat, e a breve Scherzi a parte. Assurdo però iniziare il Festival con le loro battute e la loro insulsa canzone che piange il Berlusca che esaltava la satira. Niente di nuovo, anzi. Evanescente la gag-preghiera della serata finale. Cachet rubato.

Voto 5, meglio guardarli in Camera Cafè.

Finardi. La canzone E tu lo chiami Dio è di Roberta Di Lorenzo, ma Eugenio la interpreta bene alla sua maniera. Un testo in cui lui si riconosce e questo si sente nell’interpretazione. Interrogarsi su Dio è strutturale dell’uomo.

Voto 7, è proprio vero che con l’età si può migliorare.



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