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Cronaca

SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 8 marzo, è San Giovanni di Dio

Oggi la Chiesa cattolica celebra San Giovanni di Dio, chiamato con il nome di battesimo di Giovanni Cidade Duarte. Nato in Portogallo, non si sa nulla di lui, fino a all'età di otto anni

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Oggi la Chiesa cattolica celebra San Giovanni di Dio, chiamato con il nome di battesimo di Giovanni Cidade Duarte. Nato in Portogallo, nel 1495, proprio nel periodo delle grandi conquiste e dei viaggiatori, non si conosce niente di lui, fino a quando all'età di otto anni, conosce un viandante che aveva trovato riparo nella sua casa. Forse fu rapito, o forse decise di seguire lo sconosciuto, fatto sta che il piccolo Giovanni, lasciò casa. La madre purtroppo morì neanche venti giorni dopo per il trauma, e il padre fini i suoi giorni in un convento. Ma è da quel giorno che iniziò la sua avventura al passo con i mendicanti fino a Madrid. Ha modo di forgiare il suo carattere in tutti i suoi aspetti. Impara a conoscere la solitudine del pastore, la gioia del matrimonio, la crudeltà e il dolore della guerra, vista dagli occhi del soldato. Si arruola per la corona Portoghese per diverse campagne militari, grazie alle quali ha modo di viaggiare molto e per molti anni, fin quando, scongiurata l'ultima battaglia, la sua compagnia si scioglie, e dopo tante avventure, decide di tornare nel suo villaggio natale. E' qui che il dolore lo affligge. Si sente in colpa per la sofferenza dei genitori. Così parte nuovamente, pensa di arruolarsi, è inquieto. In questo periodo lavora per una famiglia nobile ormai decaduta: di fatto la mantiene col suo lavoro. La misericordia gli ha invaso il cuore. Comincia a documentarsi, legge moltissimi testi e intraprende la compravendita di libri sacri: legge e poi rivende, viaggiando di villaggio in villaggio, fino a quando, ormai quarantenne trova stabilità a Granada, dove apre addirittura una proprio bottega dei libri. E' qui che la sua vita conoscerà una svolta. Giovanni è tra gli ascoltatori di uno dei più grandi predicatori dell'epoca: Giovanni d'Avila. Le sua parole gli toccano il cuore, si sente in colpa per tutti i peccati commessi fino allora. Per un attimo esce di sennò, grida, si strappa la barba, da tutto quello che ha, alla gente che incontra, corre verso il predicatore e confessa una vita di peccati. E' da allora che comincia a difendere i mendicati, da aiuto ai malati, che diventano la sua vera vocazione. Sogna di aprire un ospedale che possa dare sollievo a tutti colori che ne hanno di bisogno. Fu internato addirittura in un manicomio, dal quale fu poi dimesso, avendo dimostrato, una serena stabilità d'animo, mettendosi a disposizione degli altri ammalati, con una serietà e carità degna di nota. Divenne il padre dei mendicanti, l'eroe dei poveri, il salvatore degli ammalati. Con l'esperienza accumulata in gioventù riuscì a conservare abbastanza denaro per comprare una casupola, nella quale accudiva chine aveva bisogno. La sera mendicava, e usava tutto il ricavato per occuparsi degli ammalati, suddivisi nella sua casa per malattia, in un periodo in cui negli ospedali, non si faceva distinzione, ma si ammucchiavano malati in condizioni di assoluta ignoranza. Si è sempre curato di tutto personalmente, dalla lavanda dei malati alle loro cure.