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SANTO DEL GIORNO/ Il 15 luglio si celebra San Bonaventura

Il 15 luglio la Santa Chiesa Romana celebra San Bonaventura, vescovo e dottore della Chiesa, che deve il suo nome all'apparizione miracolosa di San Francesco d'Assisi. 

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San Bonaventura, la cui festività viene festeggiata il giorno 15 Luglio, che è quello della sua morte, non è soltanto uno dei santi più venerati e stimati del calendario cattolico, ma anche uno dei primi letterati della storia della lingua italiana. Fine pensatore, teologo e scrittore, San Bonaventura viene difatti annoverato tra i Dottori della Chiesa, e non solo, viene denominato Doctor Seraphicus per la straordinaria bellezza del suo pensiero, che ci ha lasciato in molte opere da lui redatte. Non si conosce esattamente la sua data di nascita, che però può essere collocata tra il 1217 e il 1221; nacque a Bagnoregio, cittadina nei pressi di Orvieto. Della sua infanzia si sa poco se non un episodio che narrò lui stesso. Ancora fanciullo, si ammalò gravemente ed era destinato alla morte, quando però gli apparve in visione il Santo di Assisi, san Francesco, che gli augurò una buona sorte, buona ventura, da cui il suo nome, e lo guarì. Iniziò i suoi studi a Bagnoregio, e in seguito si spostò in una sede assai più prestigiosa, a Parigi, dove apprese la filosofia unita alla teologia e si laureò in Arti. A venticinque anni decise di dedicarsi alla vita religiosa, ed entrò a far parte dei frati Minori, abbracciando ovviamente l'Ordine Francescano.
Nel 1257 finalmente potè entrare come insegnante alla Sorbona, dopo alcune questioni che avevano riguardato gli ordini mendicanti, i quali erano stati esclusi dall'insegnamento. In quello stesso anno in cui però veniva proclamato magister, San Bonaventura venne anche eletto Ministro generale dell'Ordine francescano. Dovette così abbandonare l'insegnamento, dedicandosi a girar l'Europa al fine di dar una forma definitiva al suo ordine. Infatti, non a caso egli è considerato fondatore dell'Ordine francescano non meno che lo stesso San Francesco, proprio per la sua incessante e zelante opera volta ad evitare che correnti troppo mondane, o troppo puriste, ne minassero lo spirito originario. Durante i suoi viaggi, partecipò a lezioni e conferenze, e scrisse in questo periodo la biografia del santo di Assisi, la Legenda Maior, che ad oggi resta quella ufficiale. Compose anche l'opera che può considerarsi la summa del suo pensiero, L'itinerarium mentis in Deum. San Bonaventura credeva infatti che la speculazione scientifica, e l'apporto dei sensi, fossero fondamentali per elevarsi a Dio. La sua lezione fu ripresa dallo stesso Dante Alighieri nella Divina Commedia.