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NOZZE TRANS/ Il sacerdote che ha benedetto gli anelli: anche Gesù lo avrebbe fatto

Pubblicazione:martedì 9 settembre 2014

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Beatrice, nome di battesimo Giuseppe e poi Pino per tutti, e Marianna. Una coppia inusuale quella che don Giuseppe Cestone un parroco dell'Irpinia, ha simbolicamente unito in matrimonio con la benedizione degli anelli. E' successo qualche giorno fa. Pino/Beatrice è uomo ma si considera donna, si veste da donna, si comporta da donna. Don Giuseppe rimasto colpito dopo aver saputo della loro storia, ha deciso di benedire la loro unione, adesso ha scritto una lettera aperta in cui spiega le ragioni del suo gesto. Spiega che da sempre ha cercato di ispirare la sua vita al Vangelo e di aver sempre amato la libertà di Gesù che frequentava tutti, anche peccatori e prostitute. Amava tutti, scrive, anche se erano truffatori o farabutti e per loro avrebbe dato la vita. Oggi chi frequenterebbe Gesù, si chiede? "Mi piace pensare che Gesù oggi avrebbe preferito vivere alle periferie della nostra società “dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi”. Penso che Gesù frequenterebbe tossici e barboni, anzi li andrebbe a cercare, andrebbe di notte sulla Palmiro Togliatti a cercare qualcuno da perdonare e da togliere dai guai. Sono certo che moltiplicherebbe il pane su un barcone alla deriva e trasformerebbe l’acqua in benzina per l’operaio cassaintegrato" dice. In questo modo, aggiunge, Gesù avrebbe benedetto anche Beatrice/Pino e Marianna. Aggiungendo: "Sono convinto che l’amore tra uomo e donna sia l’immagine di Dio per eccellenza, perché è un amore capace di generare vita. In tal senso la Chiesa lo riconosce come Sacramento (segno della Grazia di Dio). Ma per chi non si riconoscesse nè maschio nè femmina? Per chi a causa della sua natura o della sua storia si identificasse uomo in un corpo di donna oppure semplicemente attratto dalle persone uguali a lui/lei? Per questo genere o “gender”, come si dice adesso, Dio non può aver pensato ad una vita di solitudine! Lo dice il libro della Genesi “non è bene che l’uomo sia solo, gli farò un aiuto che gli sia simile” (Gn 2,18).



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