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LE MAPPE DEGLI STEREOTIPI/ Italiani: pizza, spaghetti e mafia. E noi come vediamo il resto del mondo?

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«Italiani brava gente», «pizza, spaghetti e mandolino». E «mafia». Soprattutto la mafia. Questo, in particolare, ci fa andare su tutte le furie. E’ così che, tra l’irritazione e la rassegnazione, ci siamo ormai abituati ad esser salutati dagli altri Paesi. Certo, non siamo conosciuti solo per questo. Ci sono anche l’arte, la poesia, la letteratura, le bellezze della natura e quelle create dall’uomo: tutto ciò è ben noto al mondo intero. Ma, per una singolare legge della psiche umana, sono sempre le qualifiche negative a rimanere impresse nella mente. Gli stereotipi.

 

Del resto, non è che noi, nei confronti degli altri, ce ne siamo mai fatti mancare. Gli inglesi sono freddi e distaccati, i francesi nazionalisti e mangia-formaggio, i tedeschi malvestiti e maniaci dei wurstel. E si potrebbe andare avanti all’infinito. All’infinito, magari no. Dobbiamo però considerare non solo gli stereotipi del mondo nei confronti dell’Italia e quelli dell’Italia nei confronti del mondo. Ci sono anche quelli che da ciascun Paese si indirizzano agli altri Paesi. Si capisce che “l’incrocio dei dati” diventa di immane portata. C’è chi ne ha raccolti il maggior numero possibile, schematizzandoli in delle mappe. Le mappe degli stereotipi. E, da un'idea ironica e caustica ne ha tratto un business non indifferente.

 

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