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BULLISMO/ Il caso della ragazza di Salò: quando Dante aiuta a scoprire la verità

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Quando Dante aiuta a scoprire la verità. Non quella di Dio, ma molto più prosaicamente quella del sesso in classe, senza che l’insegnante se ne accorga. Il fatto è noto ed è inutile ripercorrerlo. Ma è noto a causa di un tema sugli ignavi, in cui alcuni studenti hanno raccontato le cose a cui avevano assistito nella loro aula. Ben vengano dunque gli ignavi anche in terza media. Ma, per quanto Dante disprezzi gli ignavi, in questo caso il “non ti curar di lor, ma guarda e passa” dell’Antinferno purtroppo non è sufficiente: bisognerebbe andare più giù.


I ragazzi. Ma chi l’ha detto che per loro il sesso è un gioco, che sono irretiti dal Grande Fratello, che è stato solo “un caso di bullismo”, che “non si può denunciarli perché gli si rovina la vita”? I ragazzi, per quanto siano immaturi, sanno distinguere il bene e il male. Se non si parte da qui, gli si toglie ciò che hanno di più prezioso, la libertà. Perciò meritano una severa punizione. Severa. Non una sospensione di qualche giorno con obbligo di lavoro socialmente utile nella scuola. Severa.


Gli adulti. L’insegnante in classe. Interroga e non si accorge di niente, anche perché lascia normalmente che gli allievi cambino di posto. Figuriamoci durante un’interrogazione. Che amarezza non riuscire a controllare una lezione per una pregressa falsa familiarità con gli studenti. Professore, se continuerà a insegnare c’è da augurarsi che questo fatto grave la aiuti a riconsiderare l’importanza dei ruoli e della distanza da tenere, l’attenzione a tutto ciò che avviene in classe, il fatto che raramente non pretendere la necessaria disciplina paga in termini educativi e didattici.


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COMMENTI
31/03/2010 - sinceramente incredulo (Antonio Servadio)

Come è potuto succedere? Non capisco, qualcosa non mi torna. Come fa un insegnante a non notare proprio nulla? O forse non era in classe in quel momento. Come fanno in tanti ragazzi a trovarsi tutti concordi e compatti in atti di questo genere? Possibile che nessuno si metta contro o riferisca? Come e perchè succede? La vittima, come è possibile che non si sia ribellata, che non abbia neppure gettato un grido? Non capisco, per cortesia qualcuno spieghi questa serie di stranezze.

 
31/03/2010 - Grazie Laura (Lorenzo Maria Alvaro)

Temi enormi la famiglia, la scuola e l’educazione, nella sua accezione più alta. Affrontati con la tua consueta chiarezza. Era un delitto lasciar passare l’accaduto bollandolo come semplice cronaca. Non resta che sperare. Sperare che non sia troppo improbabile il fiore né troppo rigido l’inverno.

 
31/03/2010 - Insegnare nel mondo contemporaneo (enrico maranzana)

Il problema DEVE essere risolto entro le mura della scuola in quanto l'accaduto ha natura culturale: l'intera classe ha partecipato al misfatto come dimostra il silenzio che lo ha coperto. La comunicazione educativa adulta ha origine dall'accettazione incondizionata dell'altro e dalla messa a punto di percorsi di cambiamento coinvolgenti, motivanti, pregnanti, gioiosi, organici, collegiali e condivisi.

RISPOSTA:

La scuola non è tutto, in questo e in altri casi. Ci sono in gioco persone che sono sì studenti, professori, preside, genitori, ma anche cittadini italiani. Quando accadono fatti così gravi, e inspiegabili dalle notizie che ne abbiamo, con i dovuti modi è necessaria una presa di posizione più ampia, appunto culturale e civile. Laura Cioni