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UCRAINA/ Esercito russo o aiuti umanitari? Il "cessato allarme" apre la vera crisi

Che dire del presunto attacco di colonne militari russe in Ucraina? L'allarme è rientrato, ma la crisi vera, che Russia, Ucraina e occidente non vedono, è più grave. GIOVANNA PARRAVICINI

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La tensione non accenna a diminuire tra Russia e Ucraina, dove è stato lanciato l'ennesimo allarme, ripreso in poche ore da agenzie-stampa di tutto il mondo, circa un presunto attacco di colonne militari russe, confermato al telefono dal presidente ucraino Porošenko al premier britannico Cameron, ma che Mosca ha smentito categoricamente.

Per amara ironia della sorte, nell'epoca dell'informatizzazione, dell'informazione in tempo reale, la doppia verità di Orwell sembra continuare a governare incontrastata in questa parte del mondo. Colonne militari o aiuti umanitari, come dichiarano le autorità russe? Ma allora perché – si chiedono gli ucraini – si stanno muovendo secondo il percorso più lungo, cioè passando per Char'kov, anziché puntare direttamente verso le zone più colpite dai combattimenti? 

E d'altro canto, se le fonti ucraine parlavano di «sconfinamento in Ucraina di colonne militari russe» (che secondo Porošenko sarebbero state parzialmente distrutte), i servizi di sicurezza russi hanno dichiarato che reparti mobili di militari delle Guardie di Frontiera sono stati dislocati al confine con l'Ucraina per tutelare la popolazione, perché i residenti dei territori di confine sono minacciati dal crescente numero dei militari ucraini che sconfinano in Russia e dai colpi di artiglieria delle forze di Kiev impegnate contro gli insorti nell'est e che finiscono in territorio russo. Tali reparti, tuttavia – continua la fonte dell'Fsb, ripresa dall'agenzia Itar-Tass – «agiscono esclusivamente in territorio russo».

Grazie a Dio, qualche ora dopo l'allarme è sembrato essere rientrato, la notizia della temuta invasione armata della Russia non ha trovato conferme ed è probabilmente infondata. Le quotazioni delle borse mondiali, immediatamente crollate alla notizia, probabilmente risaliranno. 

Ma resta un fatto, gravissimo, la vera bomba innescata di cui noi tutti, in Ucraina come in Russia e anche in Europa non ci rendiamo conto a sufficienza, e che anzi continuiamo ad alimentare: la diffidenza, il sospetto e il rancore, che sembrano  essere l'unica lente attraverso cui guardarsi, da una parte all'altra della frontiera. 

E questo non vale solo per le autorità, i regimi, non riguarda solo l'Ue, Obama e Putin, non interessa solo l'imponente programma di rinforzo degli armamenti che quest'ultimo (pur asserendo di non volere un conflitto armato) ha annunciato nel discorso di due giorni fa in Crimea, o la guerra a colpi di sanzioni già in atto su scala mondiale. Un'amica ucraina, che ha i genitori anziani e malati a Belgorod, la prima città russa oltre il confine, si pone il problema se andarli a trovare: come mettere piede «di là»? Cosa mi faranno? E viceversa: accettare una borsa di studio a Kiev, sei pazza? – si allarma un rispettabile conoscente moscovita – lì ormai sono tutti banditi...


COMMENTI
17/08/2014 - Guardare senza preconcetti (Giuseppe Crippa)

Per cominciare a camminare verso un’autentica riconciliazione è necessario che qualcuno faccia il primo passo. E probabilmente questo primo passo verrà da chi ha più ragione (o meno torti) in questa vicenda. Quando accadrà, mi auguro che le nostre autorità politiche sappiano riconoscerlo anche se non appartiene al proprio schieramento.

 
17/08/2014 - A proposito di Ucraina.. (Rodolfo Spezia)

Ma l'informazione dei media occidentali sui fatti dell'Ucraina è veritiera, o addossa sempre le colpe alla Russia, per principio. Perchè così vuole Obama ,e tutto quello che gli sta intorno, speculatori in testa. Come mai sul Sussidiario non è stata data notizia dell'accusa, circostanziata,che l'aereo malese,con 296 (se ricordo bene) passeggeri, è stato abbattuto da un caccia ucraino, che prima lo ha colpito con un missile, e poi lo ha anche mitragliato mentre cadeva. E, forse, ma questa è una ipotesi, il pilota credeva di trovarsi di fronte l'aereo di Putin che è tinteggiato in modo abbastanza simile al velivolo malese. Da quanto scrivo si deduce quanto possiamo credere alle notizie che ci spacciano per vere.