Milano
mercoledì 22 febbraio 2012
Grande paese, grande civiltà bimillenaria. E' questa l'immagine, in estrema sintesi, l'Italia che mi ha sempre consegnato mio padre. “In più - diceva - con eccellenze umane che non hanno pari al mondo”. Ma oltre ai talenti, ci sono anche i difetti: “Un paese di smemorati, disinvoltamente intenzionati a non ricordare mai”. La rimozione è in effetti uno degli sport preferiti da queste parti, anche quando si accosta l'aspetto antropologico alla crisi economica, sociale, civile, che stiamo vivendo. Di certo in tutto il mondo. ma anche in Italia. Oggi ricordo un grande uomo, un “grande signore” come dicono i francesi in rari casi, prima ancora che un sacerdote. E mi viene in mente quello che mi disse, quando scrivevo sul Corriere della Sera in una giornata d' autunno del 1992, a Lourdes, a proposito dell'Italia dell'epoca: “Mi spaventa l'Italia, mi sembra un sommovimento terrestre, un terremoto. Dove chi spinge di più riesce a buttare via più pietre che gli ingombrano il terreno. E' una situazione civile dove non c'è un ideale adeguato, dove non c'è nulla che ecceda l'aspetto utilitaristico. Un utilitarismo perseguito senza alcun punto di fuga ideale. Questo non può durare. Il timore è che si scatenino conflitti senza fine”. Parlava in questo modo, in quel giorno lontano, don Luigi Giussani, e oggi mi sembra che abbia descritto quello che ho visto in questi ultimi venti anni, sia in Italia che in tutto il mondo. E ho paura di vedere ancora negli anni (spero) che mi restano da vivere. Forse l'aveva solo azzeccata. Ma certo, ancora oggi mi fa impressione, che, per quelle dichiarazioni, arrivò una critica a Giussani da un monsignore “molto televisivo”, che fu pubblicata sul Corriere. Sembrava una critica dettata dalla paura, perché bisognava dire che tutto andava bene. Biblioteche, archivi, collezioni, internet possono confermare la sequenza del giornale di via Solferino. Si può vedere il “tutto” nella terza pagina di quei giorni. Perché mi è tornata in mente quella frase, proprio oggi, nel settimo anniversario della morte? Perché mi sembra di un'attualità terribile. Perché svela un realismo e una lucidità che ancora mi impressionano. Perché mi rivelò, e mi rivela ancora, la ricerca, quasi disperata, di un'umanità che si è completamente smarrita. Era come se Giussani mi avesse descritto degli uomini “mutilati”, cioè senza la loro vera natura essenziale, la più consistente ed esclusiva: il dono di vivere con un ideale.
25/05/2012 - 16.05 Milano VIOLENZA/ Ancora un tentato stupro a Milano. La Procura: 26 casi in un mese
25/05/2012 - 7.29 Milano RACCONTO/ Quelle vite nascoste tra le scale di una casa di periferia
25/05/2012 - 7.05 Milano TEATRO/ Gabriele Pignotta: nella mia commedia l'amore ai tempi di Facebook
25/05/2012 - 6.46 Milano SEA/ Stagnaro (IBL): meglio privatizzare che aumentare le tasse
24/05/2012 - 20.30 Milano UNIVERSITA'/ Alla Statale "Obiettivo studenti" torna in vetta, Magni: ha vinto il realismo
24/05/2012 - 19.33 Milano MAROCCHINO ACCOLTELLATO/ Viale Jenner, litigano per una precedenza. Il ferito in gravi ...
Leggi tutte le notizie Milano
6.31 Educazione SCUOLA/ C'è una traduzione che mette d'accordo "conservatori" e "progressisti"
6.30 Educazione SCUOLA/ La riforma del merito? Deve coinvolgere anche gli insegnanti
6.28 Cronaca SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 27 maggio, è Sant' Agostino di Canterbury
5.45 Previsioni meteo PREVISIONI METEO 28 MAGGIO/ Le previsioni meteo e il tempo sull’Italia di domani lunedì 28 ...
0.59 Altre squadre SERIE B/ Griglia playoff e playout: accoppiamenti e date
22.50 Roma RIFIUTI/ L’esperto: Corcolle, la scelta peggiore
Tutte le ultim'ora