AUTORI / Alberto Simoni

Alberto Simoni è nato a Rovereto (TN) nel 1973 e vive in Brianza. Laureato in filosofia, è giornalista professionista dal 2002. Lavora alla redazione esteri del quotidiano cattolico Avvenire per il quale segue principalmente la politica americana, estera e interna. Già inviato negli Usa, scrive di questioni statunitensi anche per il Giornale del Popolo di Lugano e per il settimanale Tempi. Collabora come analista politico con il Ce.S.I. di Roma (Centro studi internazionali). Ha scritto fra l’altro “George W. Bush e i falchi della democrazia” (Falzea, 2004) un libro sul pensiero dei neoconservatori, e “Cambio di Rotta” (Lindau, 2007), un resoconto sulla dottrina Bush e la crisi della supremazia Usa. Nel settembre 2008 ha pubblicato con John Samples, "La corsa più lunga" (Lindau), una guida ragionata delle presidenziali Usa. Dalla fine del 2006 anima il blog www.blogwolfie.com con il quale racconta e commenta le vicende americane. Feed Rss

TUTTI GLI ARTICOLI

Le sfide aperte dopo l’Obama day

La lista delle cose da fare è lunghissima. Quella delle cose che si possono fare è invece necessariamente più corta. Sarà bene ricordarlo ed evitare di considerare Barack Obama un supereroe dotato di bacchetta magica

USA/ Obama il "traditore": il suo staff è troppo di "destra". E la popolarità scende

In calo di popolarità nei sondaggi e a costo di generare più di qualche malcontento nell'ala sinistra del Partito (quella che più lo ha sostenuto e si è fatta artefice della sua elezione) Barack Obama ha composto una squadra con molti personaggi graditi ai repubblicani nei posti chiave. E per Hillary è pronta la poltrona di segretario di stato: un vero mal di pancia per i democrats di ferro

OBAMA/ Ora gli Usa chiedono un cambiamento. E la retorica non basterà

L’America ha scelto il cambiamento e ha chiesto maggior efficienza a Washington; più capacità di risolvere i problemi dellagente. Obama dovrà affrontare la questione dell’assistenza sanitaria; della politica energetica; dei diritti civili e dei posti di lavoro. Sarà giudicato su queste basi. E non servirà granché l’oratoria

Barack Obama, ovvero la sintesi degli opposti che scommette che l'America "ce la può fare"

Obama è un personaggio che ha fatto del carisma e delle posizioni concilianti la sua arma vincente in campagna elettorale. Abilissimo a ricorrere alla retorica, a modulare la voce, a commuovere il Paese quando parla di razzismo, di patriottismo e di religiosità, è più confuso quando c’è da votare una legge al Senato. O ad assumere posizioni su tasse, politica estera e questioni sociali. Lì sembra più un democratico vecchio stampo, un liberal “tassa e spendi”.