L’uomo extraterrestre

- Lorenzo Albacete

La scoperta di un batterio che si nutre di arsenico ha fatto il giro del mondo e ha aperto nuovi interrogativi per la scienza

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Il batterio studiato dalla Nasa

Al centro dell’attenzione dei media questa settimana ci sono state storie di crimini orribili o storie sulla vita affettiva privata di celebrità, delle quali sono troppo vecchio per interessarmi. Poi vi è stata la vicenda Wikileaks, dove sembrerebbero rivelati i segreti di chiunque sia qualcuno (io continuo a leggere per vedere se viene pubblicato anche qualcuno dei miei segreti, ma finora non ho trovato niente).

Infine, c’è stata la questione sulla vita segreta dei microbi: “Gli scienziati hanno scoperto una forma di batteri capaci di nutrirsi di arsenico, un elemento normalmente considerato tossico, e si sono così ampliate in modo drammatico sia le nozioni tradizionali sull’alimentazione della vita, sia la gamma delle condizioni in cui la si potrebbe trovare nell’universo, hanno annunciato i ricercatori finanziati dalla Nasa”.

La Cnn ha incominciato a raccontare questa storia il 2 dicembre, citando Ariel Anbar, ricercatore all‘Università di Stato dell’Arizona: “La vita così come noi la conosciamo ha bisogno di particolari elementi chimici e ne esclude altri, ma questa è la sola opzione? Quanto può essere diversa la vita?”. Si tratta di domande interessanti, quasi filosofiche e teologiche, ma purtroppo, anche questa storia si è rivelata deludente e dopo un paio di giorni l’interesse ha cominciato a svanire, sostituito da quello per i trucchi per sopravvivere dei Repubblicani e per la paura di estinzione dei Democratici.

Comunque, la febbre su internet ha raggiunto il suo picco giovedì scorso, quando la Nasa ha annunciato che “avrebbe discusso di risultati dell’astrobiologia che avrebbero impattato la ricerca di prove sulla vita extraterrestre”. Ciò che è stato effettivamente trovato da un gruppo di scienziati, come risulta da un articolo su Science, è un batterio che potrebbe essere definito il più strano esistente sulla Terra. Questi microbi vivono in condizioni infernali nel Mono Lake, un lago nella California orientale con acqua estremamente salata, alcalina e ricca di arsenico che sarebbe velenosa per la maggior parte degli organismi. Invece, questo nuovo batterio non solo vi prospera, ma usa l’arsenico invece del normale fosforo per costruire le proprie proteine e perfino il suo Dna, una cosa mai vista finora.

È noto che i batteri possono vivere in condizioni anche molto difficili, ma questa creatura sembra rappresentare una vera alternativa biologica alle loro tattiche di sopravvivenza, rivelando quanto ci rimane ancora da capire sull’impressionante capacità della natura di improvvisare (naturalmente, potrebbe anche venir fuori che queste capacità di sopravvivenza sono possibili solo in California, dove molti tipi diversi di creature sopravvivono e perfino prosperano).

 

Gli scienziati che sperano di scoprire vite aliene si sono sempre concentrati sulla vita come la conosciamo, altrimenti come potremmo sapere dove e a cosa guardare? In effetti, non è mai stato dimostrato che altri tipi di vita siano impossibili. Per decenni, ad esempio, i biologi si sono chiesti se il silicio potesse prendere il posto del carbonio, la base cioè di tutte le forme di vita terrestre conosciute finora. Il fisico Paul Davies, dell’Università di Stato dell’Arizona, uno degli autori dell’articolo su Science, sostiene da tempo che un tipo di vita a noi sconosciuto possa esistere, come una specie di “biosfera ombra”, anche sulla Terra.

 

Questa scoperta dimostra che non si tratta di speculazione selvaggia, perché se tipi di biologia alternativa possono trovarsi sulla Terra, non vi è nessuna ragione perché ciò non possa accadere anche altrove. Se così fosse, più diversità di situazioni trovassimo al di fuori della Terra, più aumenterebbero i posti in cui andare a cercare gli alieni. “Abbiamo aperto la porta sulle possibilità di vita nell’universo, e questo è importante”, ha detto Felisa Wolfe-Simon dell’Istituto Astrobiologico della Nasa e dello U.S. Geological Survey. “Cosa altro potremo trovare?”.

 

Chi lo sa, forse Wikileaks potrebbe espandere il suo campo di ricerca. Intanto, è bene ricordare che la più strana creatura sulla Terra è l’uomo. Egli non può esistere senza una relazione con l’infinito, con un infinito Mistero che lo può sostenere nella sua lotta per trovare il nutrimento di cui ha disperatamente bisogno, qualunque sia la sua costituzione biologica. E la più grande scoperta della nostra vita è che questo infinito Mistero è diventato per sempre uno di noi.

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