Basta una casa

Perché uno spirito, cioè una persona, possa crescere occorre innanzitutto una casa. Il diritto alla casa è uno dei diritti fondamentali per l’uomo

Vorrei continuare con i lettori de ilsussidiario.net la mia riflessione iniziata qualche settimana fa sull’ecologia buona, positiva, parlando questa volta della casa, del diritto ad essa.

Perché uno spirito, cioè una persona, possa crescere occorre innanzitutto una casa. Sì, una casa nel senso stretto della parola, house prima ancora che home. Non si deve mai sottovalutare l’importanza per l’uomo e per la donna di nascere e crescere in un contesto fisico accogliente. Un luogo che sia riparo dalle intemperie, dal freddo o dal caldo eccessivi, dalle avversità.

San Benedetto comincia la sua missione riparando antichi abituri diroccati, Francesco una chiesa che sarà anche la sua casa. Costruire una casa è stata per milioni di uomini la preparazione al loro far famiglia.

Penso all’esperienza dei Sem terras brasiliani, dove l’educazione alla costruzione della propria casa diventa l’educazione a vivere un salto immenso rispetto ad altre situazioni del mondo dove, pur di non rinunciare ad una casa, intere legioni di poveri occupano terreni dove edificare le loro misere baracche: sono le favelas, le villas miserias, le bidonvilles,gli slums dei diseredatidel mondo.

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Il diritto alla casa è uno dei diritti fondamentali per l’uomo. Se vogliamo dare solidità alla costruzione spirituale, culturale e morale di un essere umano, dobbiamo far sì che abbia una casa. Non occorre una reggia, bastano locali dignitosi e sobri, che possano custodire privacy e vita comune. La bellezza sia innanzitutto la pulizia, qualche fiore, la luce, se possibile qualche immagine. Purtroppo oggi le case più misere spesso mancano del necessario, ma sono inondate da musica assordante e di immagini devastanti portate giorno e notte dalle televisioni. Doppia espropriazione dei poveri: è tolto loro il necessario e sono colmati di beni che tolgono loro il silenzio, il riposo e la pace.

Non è indifferente, in una casa, la disposizione degli spazi. Occorrono, come ho accennato, luoghi per riposare, studiare, lavorare, luoghi che possano essere personalizzati, che uno senta come propri, da condividere solo con chi è più caro o più vicino (lo sposo, l’amico, o Dio solo) e spazi per la vita comune, per ritrovarsi a mangiare, per conversare, per giocare assieme, per cantare, per pregare. 

 

 

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