La cura brasiliana

La politica italiana ha bisogno di ascoltare le parole di Marcos Zerbini, deputato dello Stato di San Paolo del Brasile e leader dell’Associazione Lavoratori Senza Terra

Per contribuire ulteriormente alla vasta e articolata riflessione post-elettorale de ilsussidiario.net ho deciso di prendere a prestito le parole di Marcos Zerbini [], deputato dello Stato di San Paolo del Brasile e leader dell’Associazione Lavoratori Senza Terra, che conta oltre centomila aderenti.

 

Esse dicono di che tessuto è fatta la stoffa di un politico serio con se stesso (non “per” se stesso), umile, cosciente di ciò che ti salva e ciò che ti perde quando hai a che fare con il potere, forte della forza che viene “dal volto concreto di quelli che rappresento”. Parole che vengono da lontano, ma che occorre conoscere e diffondere, per combattere le pandemie della nostra politica: areligiosità, statalismo (e le sue varianti idolatriche in scala regionale, provinciale, comunale e di quartiere) cinismo, autismo e affarismo. Eccole:

“Perché qualcuno guarda all’Associazione e le attribuisce un’importanza maggiore di quella che noi stessi le diamo? Pensando a queste domande ci siamo resi conto che l’Associazione oggi ha una dimensione ben maggiore di quanto avevamo immaginato. E conoscendo i nostri limiti, la nostra inadeguatezza, è stato inevitabile chiederci: Chi sei Tu, Cristo, che ci affidi un compito molto più grande di noi? Che utilizzi il nostro nulla per cambiare la vita di migliaia di persone?”;

“Ci spinge un cuore pieno di commozione. La certezza di non essere in grado di costruire una storia così bella, ma di essere usati per costruirla”;

“I valori di questo mondo non sono i nostri valori. Se ci lasciamo determinare dai valori di questo mondo, saremo determinati da ciò che la società si aspetta da noi, e non da quello che è vero”;

“È stato Mario Covas [] a insegnarmi che si può vivere la politica come verità, non lasciandosi determinare dalla ricerca del potere, ma agire realmente per il bene comune, per l’amore alle persone, e rendere la politica una vocazione. Era impressionante vederlo appassionarsi ai movimenti popolari, all’organizzazione sociale… Mi ha molto influenzato una domanda che ripeteva insistentemente: ‘Chiedo ai miei amici di pregare per me ogni giorno per poter dormire bene e non svegliarmi corrotto’. Non è mai stato corrotto e ha sempre mantenuto viva in me la stessa domanda”;

[1] Brani tratti da una intervista pubblicata sull’ultimo numero della rivista Tracce.

[2] Fondatore del Partito della Social Democrazia Brasiliana.

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“La politica ha senso soltanto se è realmente intesa come meccanismo per costruire il bene comune. Quando viene usata come mezzo per raggiungere il potere, spesso si vedono persone che si perdono, anche se sono persone perbene e hanno ottime intenzioni. È molto difficile resistere alle tentazioni del potere se non si ha un gruppo di amici che possono aiutare quotidianamente a ricordare le vere ragioni che ti portano a fare politica…

 

Non è la mia capacità personale o una particolare posizione etica che mi aiuta a non deviare dal cammino, ma il volto concreto delle persone che rappresento e che vedo tutti i giorni”.

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