Memoria di un miracolo

Domenica la Chiesa celebra il Corpus Domini. Che miracolo, il fatto che Cristo circoscriva la sua presenza in ogni angolo della terra in una piccola ostia bianca! PRIMO SOLDI

06.06.2015 - Primo Soldi
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Papa Francesco (Infophoto)

La solennità del Corpus Domini nacque nel 1247 nella diocesi di Liegi, in Belgio, per celebrare la reale presenza di Cristo nell’eucarestia in reazione alle tesi di Berengario di Tours, secondo il quale la presenza di Cristo non era reale, ma solo simbolica.

Il papa Urbano IV, con bolla Transiturus de hoc mundo dell’11 agosto 1264, estese la solennità a tutta la Chiesa. All’anno precedente si fa risalire tradizionalmente anche il miracolo eucaristico di Bolsena. Sempre Papa Urbano IV incaricò Tommaso d’Aquino di comporre l’officio della solennità e della messa del Corpus et Sanguis Domini.

Ci può essere di aiuto in questa giornata la testimonianza di chi ha fatto dell’eucarestia il centro della propria vita, come il beato Pier Giorgio Frassati che dai 14 ai 24 anni partecipava ogni mattina, o nella sua parrocchia di Torino o all’alba prima di iniziare le sue ascensioni in montagna, alla Messa, che costituiva il centro focale della sua esistenza. Dal momento che a quell’epoca si celebrava ancora la messa in latino, Frassati, che pur essendo di famiglia ricca viveva da povero con i poveri, mettendo una lira sopra l’altra si comprò il messale quotidiano con la liturgia tradotta dal latino all’italiano. 

Scorrendo anche solo di sfuggita alcune testimonianze su come Frassati viveva i sacramenti, soprattutto la confessione e la comunione, come manifestava la sua fede nella preghiera, nel partecipare alle processioni (ricordo che a quell’epoca chi partecipava alla processione del Corpus Domini rischiava tante volte di incontrare delle formazioni sovversive che osteggiavano questa pubblica manifestazione di fede con ogni mezzo: fischi, urli, insulti e minacce) si rimane impressionati dalla fede di questo giovane studente universitario. Era un assiduo frequentatore dell’associazione degli Adoratori notturni dell’Eucarestia nella chiesa di Santa Maria di Piazza a Torino. 

Oltre alle testimonianze che ci vengono dai santi, ci viene incontro il magistero di San Giovanni Paolo II, del Papa emerito Benedetto XVI e di Papa Francesco che alla presenza reale di Cristo dedicano encicliche e numerosi interventi. Un grande sacerdote come don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni, diceva che ogni qualvolta un prete celebra una messa è un bel grazie che si eleva a Dio da ogni parte del mondo. Anche i nostri fratelli della Siria e dell’Iraq, non avendo più le chiese dove celebrare il culto eucaristico erigono ovunque possono, anche sotto una tenda improvvisata, un piccolo altare, ma non si lasciano mai mancare l’eucarestia. Finché ci sarà l’eucarestia ci sarà la Chiesa.

Questa solennità, che sia celebrata il giovedì, come accade ancora in tanti paesi, o la domenica, è sempre accompagnata da una particolare tradizione popolare che riempie di fiori le strade in cui passa Gesù nel sacramento dell’eucarestia. 

Ricordo che tutta l’opera straordinaria avviata da quella che oggi è la venerabile marchesa Giulia di Barolo nelle carceri di Torino ha avuto inizio nella domenica in albis del 1817, quando ella vide passare il suo parroco che portava solennemente la comunione agli ammalati come si usava allora. Mentre la marchesa si inginocchiava al passaggio della piccola processione, dalle finestre del carcere partì una sonora bestemmia. Impressionata da questo grido, Giulia decise in quel momento di entrare nel carcere di Torino e là passò la sua vita, rivoluzionando il regime carcerario dell’epoca. Si potrebbe continuare con un’infinità di esempi, ma ogni lettore in questo giorno può attingere dalla sua esperienza personale che razza di miracolo è il fatto che Cristo circoscriva la sua presenza in ogni angolo della terra in una piccola ostia bianca.

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