Fiero, il sussidiario

- Giorgio Vittadini

Da un’amicizia nata cinquant’anni fa si arriva a una serie di incontri che si terranno quest’anno al Meeting di Rimini, con al centro il lavoro

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Meeting di Rimini (LaPresse)

Primi anni Settanta, un gruppetto di studenti di Comunione e Liberazione di Roma decide di trascorrere qualche giorno di vacanza a Roviano, paese arroccato su un piccolo colle sopra la valle dell’Aniene, lungo la strada che porta in Abruzzo. Tra una visita al castello e un gioco in compagnia nei campi, i giovani legano con gli abitanti del paesino, che rimangono subito colpiti dal vento di novità che quei ragazzi portano. Così, anno dopo anno, si danno appuntamento; sempre più case si aprono a ospitare i forestieri e nascono amicizie significative che portano alcuni rovianesi a seguire gli amici a Roma.

In quegli anni tanti giovani lasciavano i centri rurali, attratti dalle grandi città, in cerca di una vita più agiata. E la storia di Fiero e dei suoi fratelli, figli di un muratore di Roviano, sembrerebbe una delle tante, se non fosse che il rapporto con quegli amici diventa decisivo per compiere dei passi che altrimenti non avrebbero avuto luogo: studiare, frequentare l’università, lavorare, diventare imprenditori. Determinante sarà il rapporto con don Giacomo Tantardini, che aveva un chiodo fisso: la crescita umana dei ragazzi e il lavoro come strumento fondamentale.

Ora Fiero ha 62 anni, è sposato, ha 3 figlie, è titolare di un’azienda che opera da anni nel campo della ristorazione. Le difficoltà non mancano, soprattutto in tempo di crisi. Eppure, tra preoccupazioni e impegni quotidiani, da qualche tempo, un pensiero fisso riaffiora sempre più spesso: “Ho ricevuto tanto dalla vita, sono davvero grato e desidero ridare quanto ho ricevuto”. Così Fiero convince la moglie a prestare servizio d’ordine agli esercizi spirituali. Durante il viaggio di ritorno condividono un pensiero: perché un piccolo gesto di gratuità genera così tanta gratitudine? Perché non ripetiamo questa esperienza al Meeting di Rimini?

Questa è la storia di uno dei volontari che anche quest’anno renderà possibile la kermesse riminese del prossimo agosto. Un uomo con una vita apparentemente ordinaria, ma che sente eccezionale, piena di gusto e di senso. Fiero quest’anno non si limiterà a prestare il suo lavoro come volontario, ma allestirà a sue spese un ristorante nel villaggio “Sussidiarietà&Lavoro” lasciando al Meeting tutto il ricavato.

Al ristorante porterà la sua produzione biologica, inserendosi a pieno titolo nel tema della sostenibilità che ha ispirato il villaggio, ovvero nel tema di un nuovo modello di sviluppo che tende al bene comune. Un bisogno divenuto ormai urgente per “un’economia diversa, quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda”, come ha scritto papa Francesco in una lettera aperta a giovani economisti e imprenditori per invitarli alla due giorni organizzata ad Assisi nel 2020 su questo tema.

Al villaggio “Sussidiarietà&Lavoro” si parlerà anche di che cosa significa in un’epoca di grande smarrimento mettere al centro la persona; del fatto che solo una cultura sussidiaria può permettere che gli individui siano i soggetti, protagonisti e destinatari, dello sviluppo; infine che ciò si attua attraverso due strumenti fondamentali: la formazione e il lavoro.

Nel “quartiere sostenibilità” del villaggio, si parlerà di come realizzare uno sviluppo più umano e più rispettoso del pianeta e, con l’esperienza del Banco Alimentare, di che cosa sia l’economia circolare.

Nel “quartiere lavoro” si potrà approfondire, insieme a esperti, soggetti pubblici e privati, tutto il percorso che va dalla scelta della scuola all’inserimento nel mondo del lavoro, dalla formazione continua, ai servizi di orientamento, alle nuove opportunità professionali. Il “quartiere formazione” ospiterà diverse eccellenze nella formazione professionale, quelle dei consorzi Elis e Csl, che offriranno i loro servizi e prodotti: la birreria e il salone “barber e coiffeur” di Piazza dei Mestieri; la ciclo-officina, la sartoria e la cucina di In-presa; il forno con la produzione di pani speciali abbinati al formaggio fresco di Dieffe. Si vedranno all’opera elicotteristi e le ingegnose installazioni di aria condizionata di Aslam; i laboratori di oreficeria e di pasticceria di Galdus, mentre nella sala da pranzo della grande famiglia di Cometa si metterà a tema come motivazione e spirito di iniziativa nascano da accoglienza e certezza affettiva.

Nell’arena del villaggio interverranno alcuni dei principali esperti in materia, come Gian Carlo Blangiardo, Marco Bussetti, Luigino Bruni, Annamaria Furlan, Enrico Giovannini, Mauro Magatti, Corrado Passera, Ermete Realacci, Nando Pagnoncelli, Carlin Petrini, Stefano Zamagni. Proporranno alcune inedite evidenze empiriche Nando Pagnoncelli, Giancarlo Blangiardo (Istat), Alberto Brugnoli che presenterà il Rapporto “Sussidiarietà e… Pmi per lo sviluppo sostenibile”.

Un villaggio abitato da un popolo che mostrerà, insieme a Fiero, che un nuovo approccio all’economia, non è solo necessario, ma è già possibile.

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