11ENNE SPARA IN CLASSE E UCCIDE INSEGNANTE/ Ispirato da massacro della Columbine?

- Dario D'Angelo

Messico, 11enne spara in classe e uccide insegnante: il bambino ha poi ferito altri cinque compagni e si è suicidato. Due ipotesi come possibile movente.

Banchi in un'aula padre alunno insegnante
Scuola, immagine di repertorio

Messico sotto choc: un bambino di 11 anni, José Angel il suo nome, ha aperto il fuoco a scuola uccidendo la maestra e ferendo cinque suoi compagni prima di suicidarsi. La sparatoria è avvenuta nell’istituto Colegio Cervantes, nella città di Torreón dello stato di Coahuila, al confine con gli Stati Uniti. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, prima di entrare in azione il ragazzino aveva confidato ai compagni: “Oggi è il giorno”. Nessuno aveva capito però le reali intenzioni dell’11enne, che stando ad alcune ricostruzioni potrebbe essersi ispirato al massacro avvenuto alla Columbine High School, negli Stati Uniti, nel 1999: in quell’occasione furono due gli studenti ad uccidere 12 compagni e un insegnante. Stando a quanto ricostruito finora, José Angel aveva chiesto alla maestra di uscire dalla classe per cambiarsi i pantaloni. Vedendo che dopo circa 15 minuti il bambino non faceva ritorno, la docente, identificata nella 50enne Marìa Sanz, è uscita a cercarlo nell’istituto. Se l’è trovato di fronte con in pugno una pistola e gli ha chiesto cosa stesse facendo: per tutta risposta è stata freddata e uccisa dall’11enne, che ha poi sparato verso altri 5 compagni ed un insegnante di educazione fisica prima di togliersi la vita.

11ENNE SPARA IN CLASSE E UCCIDE INSEGNANTE

José Angel non aveva manifestato problemi a scuola, viveva con la nonna e sono ora in corso delle indagini per capire quale fosse il suo contesto familiare e cosa lo abbia spinto a compiere questa sparatoria in classe. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, alcuni media locali sostengono che il ragazzo era vestito con abiti molto simili a quelli indossati da Eric Harris, uno dei due studenti responsabili della Columbine: pantaloni neri, bretelle e la maglietta con la scritta “Natural Selection”. Humberto Barbachano, papà di uno dei compagni del bambino, ha detto in un’intervista di aver saputo dal figlio che il ragazzo “era ossessionato, o era a conoscenza degli eventi accaduti alla Columbine“. La magliaetta con la scritta “Natural Selection” alimenta però i dubbi del governatore di Coahuila, Miguel Riquelme, secondo cui il giovane aggressore potrebbe essere stato influenzato da “un videogioco di guerra” chiamato proprio “Natural Selection“. Il governatore lo ha definito come “un gioco molto violento, che simula l’uso di armi di grosso calibro”.



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