12enne investito e ucciso a Milano/ “Guidatore rischia almeno 5 anni di galera”

- Davide Giancristofaro Alberti

Il programma di Rai Uno, Estate in Diretta ha intervistato Piergiorgio Assuma, noto avvocato, sul caso del 12enne investito e ucciso a Milano

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L'avvocato Assuma sul caso del 12enne ucciso a Milano (Estate in Diretta)

Il caso del 12enne di origini egiziane morto due notti fa a Milano dopo essere stato investito da un’auto mentre era in bici, è stato trattato ampiamente nella giornata di ieri dal programma di Rai Uno, Estate in Diretta. In collegamento con il talk del primo canale vi era l’avvocato Piergiorgio Assuma, esperto di queste tematiche, che in merito al ragazzo che ha investito e ucciso il 12enne in bicicletta ha ipotizzato: “Ci sarà sicuramente un aumento di pena dalla pena base che va da due a sette anni, l’aumento sarà di un terzo o due terzi con una pena che non può essere al di sotto dei 5 anni, per la nuova fattispecie che è stata introdotta nel 2016 relativa alla fuga”.

L’automobilista, un ragazzo italiano appena 22enne, non si è infatti fermato per prestare soccorsi al 12enne investito, e solo dopo qualche ora si è costituito dicendo di essersi spaventato. Il ragazzo si è in seguito scoperto non aver mai conseguito la patente e di conseguenza circolava chissà da quanto tempo senza poterlo fare. Inoltre, l’auto su cui viaggiava, una Smart, è risultata essere intestata non allo stesso conducente ma ad una ditta.

12ENNE INVESTITO E UCCISO A MILANO, UN CASO SIMILE A TERRACINA

Piergiorgio Assuma ha quindi aggiunto, sempre a Estate in Diretta: “La distrazione e soprattutto l’uso del cellulare in macchina è una delle prime cause di incidente e quindi di omicidio stradale. Gli elementi distrazione – ha proseguito – stanno diventando sempre più frequenti e sempre più alti se consideriamo che le vittime minorenni da iinizio anno sono 21 o 22 poi il dato statistico arriverà l’anno successivo, significa che il dato è in crescita”.

Una morte, quella del 12enne di Milano, che è giunta tra l’altro a poche ore da un altro incidente mortale molto simile, e che ha visto morire un ragazzino di 11 anni a Terracina. Anche in quel caso il bambino è stato investito da un’auto che pare viaggiasse a 180 chilometri orari, una velocità folle. Il conducente, un 18enne, ha rischiato il linciaggio: “Aveva un atteggiamento strafottente – ha raccontato un testimone parlando ieri sempre a Estate in Diretta – dava la colpa al ragazzino”.







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