5G fa male alla salute?/ Bufale, complottisti e… Diego Fusaro: “È tecnodittatura”

- Silvana Palazzo

5G fa male alla salute? Tra bufale, complottisti e… Diego Fusaro. Per il saggista e filosofo “è tecnodittatura”. Ma come stanno le cose?

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5G (Foto: LaPresse)

C’è un complottista per ogni cosa, anche per il 5G. Ma in questo caso c’è chi ne fa un problema di sicurezza e chi invece ritiene che questa tecnologia sia dannosa per la salute. Per il saggista e filosofo Diego Fusaro è la conferma che «la tecnodittatura totale sta arrivando». E parla di «riconoscimento facciale assicurato, con annesso controllo totale in ogni istante». Di fatto il 5G è una delle innovazioni tecnologiche più importanti degli ultimi tempi, ma come avvenuto in passato con il 4G viene osteggiata con campagne di chi sostiene che le onde radio siano dannose per la salute. Ma in questi anni di ricerche gli scienziati non hanno trovato prove convincenti per sostenere questa tesi. Le prime teorie sulla presunta pericolosità delle onde radio nelle telecomunicazioni risalgono a venti anni fa, quando Bill P. Curry, consulente ed esperto di fisica, scrisse in un rapporto che quel tipo di tecnologica sarebbe stata «probabilmente un serio pericolo per la salute». E spiegò che l’esposizione a quelle onde radio avrebbe potuto far aumentare il rischio di sviluppare tumori cerebrali.

5G FA MALE ALLA SALUTE? TRA BUFALE E COMPLOTTISTI

Il grafico allegato al report è stato poi ciclicamente ripreso da siti e associazioni. Ed è tornato d’attualità oggi che si parla di 5G. Il problema è che quel grafico è incompleto e sbagliato. Studi recenti dicono che le onde radio sono più sicure man mano che aumenta la loro frequenza. A frequenze estremamente alte, come ad esempio quelle dei raggi X, le cose cambiano, ma si parla in questo caso di un intervallo di frequenze più basso. Inoltre, altre ricerche hanno confermato che le frequenze radio difficilmente penetrano negli strati profondi del nostro organismo. Le teorie di Curry e i lavori di altri oppositori delle tecnologie senza fili però continuano a circolare. E giovedì 18 luglio è arrivata l’ordinanza del sindaco di Scanzano Jonico, in Basilicata, che «vieta a chiunque la sperimentazione o l’installazione del 5G sul territorio del Comune». Il principio di precauzione per una tecnologia di cui non si sa ancora abbastanza è comprensibile, ma la tecnologia 5G non è qualcosa di rivoluzionario, perché rappresenta un passo avanti tecnologico che si basa su un metodo di comunicazione usato da almeno 20 anni. E al momento non ci sono evidenze che possano far temere il peggio.



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