Adriano Celentano “24mila baci e Chi non lavora non fa l’amore”/ Quando sconvolse gli anni sessanta

- Morgan K. Barraco

Adriano Celentano, l’artista rivoluzionò gli anni sessanta con 24mila baci e Chi non lavora non fa l’amore riuscendo a far innamorare il pubblico di lui.

Adriano Celentano
Adriano Celentano

Sono due i brani che Adriano Celentano ha reso più che famosi negli anni sessanta: 24 mila baci e Chi non lavora non fa l’amore. La prima interpretata nel ’61 al Festival di Sanremo, che permetterà al cantante di piazzarsi al secondo posto, mentre la seconda prenderà vita nove anni più tardi e sempre nella kermesse. Una canzone che il celebre Molleggiato canterà con la moglie Claudia Mori, per un duetto che gli regalerà il primo posto in classifica e un forte successo anche nelle vendite. “Non pensavo di vincere il Festival, ma ero sicuro di vendere tanti dischi“, dichiara lui subito dopo la vittoria. Eppure non tutti reagiranno in modo positivo all’esibizione di Celentano durante Sanremo. Soprattutto per quanto riguarda gli altri artisti in gara come Iva Zanicchi: “Sono dieci anni che quando sale sul palcoscenico fa le stesse smorfie e gli stessi gesti”, dirà la cantante, come riportato da L’Italia di Sanremo di Gianni Borgna, “chi mi stupisce è il pubblico, che dopo tanti anni ci casca ancora”. Anche la critica bollerà il brano come ‘antisciopero’, per via di quell’invettiva che il cantante sceglierà di fare a chi rinuncia allo stipendio pur di difendere i propri diritti. “Non ne escono meglio le loro mogli”, dirà, “che sostanzialmente si concedono in cambio di danaro”. Il Molleggiato ne avrà poi anche per Sergio Endrigo, che definirà la canzone come “un insulto ai lavoratori e alla loro causa”. Anche in questo caso, così come a chi lo definirà reazionario, populista, fascista e qualunquista, Adriano risponderà in modo seccato: “Qui non ha capito niente nessuno. Endrigo poi, è uno scontento per vocazione. L’unico che ha capito è il pubblico”.

24 mila baci permetterà ad Adriano Celentano di farsi conoscere al Festival di Sanremo.

Siamo agli inizi degli anni sessanta e il cantante si presenta in gara con Little Tony per il suo esordio nella kermesse. Come succederà anche nelle successive quattro partecipazioni del Molleggiato, il brano è rivoluzionario rispetto al regolamento sanremese. Soprattutto per quanto riguarda la ritmica, volutamente rock’n’roll e per le mosse che Celentano farà sul palco. Nella parte iniziale del pezzo, deciderà persino di dare le spalle al pubblico in sala e anche se in molti vedranno il suo gesto come una sorta di scandalo, le vendite daranno ragione al cantante. Cinque settimane consecutive in testa alla classifica e un grande successo per Celentano. Oggi, sabato 15 febbraio 2020, la canzone sarà al centro della puntata di Una storia da cantare su Rai 1, così come la successiva Chi non lavora non fa l’amore. Il primo brano, scritto da Fulvio Fulci e Pietro Vivarelli, parla del bacio e di quel dettaglio amoroso che diventa testimone di un sentimento bramoso, sempre alla ricerca di un contatto fra le labbra degli innamorati. Un testo molto diverso rispetto al secondo brano, che invece porterà alla luce la volontà di Adriano di andare contro il sistema e di affermare le proprie convinzioni rivoluzionarie e conservatrici allo stesso tempo.

Gli anni sessanta

Gli anni sessanta sono intensi per Adriano Celentano e non solo perchè salirà più volte sul palco del Festival di Sanremo, in modo più o meno soddisfacente. Il suo debutto con 24 mila baci gli permetterà di entrare nel cuore degli italiani, con una canzone che riuscirà ad interpretare all’Ariston grazie ad una dispensa ufficiale di Giulio Andreotti. All’epoca infatti il Molleggiato fa il militare e ha bisogno del consenso della massima autorità pubblica per poter partecipare alla competizione canora. Chi non lavora non fa l’amore diventerà invece il suo inno di battaglia, a distanza di qualche anno dall’insuccesso ottenuto con Il ragazzo della via Gluck. Il brano infatti verrà escluso già dopo la prima serata, ma per Adriano si tratterà del primo passo verso una rivoluzione artistica e personale. Il pubblico più giovane lo bollerà come reazionario e superato, ma per Celentano sarà la svolta che gli permetterà negli anni Settanta di rimanere in vetta alla classifica con altre canzoni. Sarà quindi come una sorta di passaggio, che lo porterà poi a realizzare il primo brano rap italiano con Prisencolinensinainciusol, a cui seguirà Svalutation alcuni anni più tardi.

Video, 24mila baci di Adriano Celentano



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