Agenzia delle Entrate, controlli Instagram e Facebook/ Fisco-social: il caso Francia

- Niccolò Magnani

Agenzia delle Entrate, il caso Francia: controlli su Instagram e Facebook per scovare eventuali furbetti evasori. La prassi in Italia c’è già dal 2016 ma con delle differenze

agenziaentrate_finanza_lapresse_2017
Lapresse

È una delle novità introdotte nel 2020 dall’Agenzia delle Entrate e potrebbe non “piacere” ad alcuni utenti internauti aficionados del mondo social: la caccia ai furbetti “evasori” potrebbe arrivare anche dalla rete, con l’Agenzia pronta mettere in campo tutti gli strumenti per intercettare eventuali illegalità e imbrogli fiscali. Facebook, Instagram, Twitter e in generale tutti i social network potrebbero divenire terreno di “caccia” per eventuali evasori: italiani spaventati? Per ora no, visto che la novità riguarda la Francia: il Consiglio Costituzionale ha dato via libera alla norma presente nella Legge Finanziaria 2020 per permettere all’Agenzia delle Entrate di Parigi di usare algoritmi e dati online per scansionare i social media alla ricerca di imbrogli fiscali. Ma attenzione, un controllo del genere in Italia in realtà esiste già e non da quest’anno bensì dal 2016: come inserito nella circolare n.16/E del 28 aprile 2016, il Fisco italiano può attingere a dati provenienti dai social e dalle banche date online. Non solo, anche articoli di giornale, blog e siti internet possono essere utilizzati come “terreno” di disvelamento di eventuali brogli.

AGENZIA DELLE ENTRATE, ACCERTAMENTI SUI SOCIAL

Mentre a Parigi oggi il Governo Macron conferma a Le Figaro «Se dici che non sei residente fiscale in Francia ma continui a pubblicare foto su Instagram dalla Francia, potrebbe esserci un problema», in Italia la situazione è ormai prassi per Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate. Evasione fiscale, reati contro la PA ma anche in cause di divorzio, il social sono sempre più modalità di indagine e approfondimento a fondo per gli inquirenti: come sottolinea il portale Money, nel fare un confronto tra le situazioni di Francia e Italia, la sostanziale diversità è che Oltralpe la scansione dei social da parte del Fisco può avvenire automaticamente come iniziale spunto di indagine. In Italia invece, la legge è abbastanza chiara: si può ricorrere ai social come strumento di supporto a indagini già però avviate su prove e spunti precedentemente presenti.



© RIPRODUZIONE RISERVATA