ALBERTO ANGELA/ “Non mi importa degli ascolti, la mia tv…” (Da noi… a ruota libera)

- Rossella Pastore

Alberto Angela è uno dei personaggi che più riscuotono successo dalle parti di Rai 1. Ospite a Da noi… a ruota libera, il conduttore si confessa.

Alberto Angela
Il conduttore Alberto Angela
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Alberto Angela, la cultura ha trionfato sull’intrattenimento

L’Ulisse di Alberto Angela è il caso televisivo degli ultimi anni. Un po’ come il capolavoro di Joyce, il programma di Rai 1 riesce a mettere d’accordo fette di pubblico enormi. Anche la critica, a dire il vero, è concorde nel premiarlo, soprattutto per il traguardo raggiunto qualche sabato fa nel confronto con Amici Celebrities. Strano ma vero: la divulgazione scientifica, per una volta, ha vinto contro il talent show. Un successo inaspettato, senza dubbio, dinanzi al quale Angela si è mostrato più o meno entusiasta. Il vero traguardo, per lui, è l’approdo alla prima serata di Rai 1. Il servizio pubblico ha fatto il suo dovere, rischiando con un programma per niente pop che avrebbe potuto far precipitare gli ascolti del sabato sera. Ma la cultura ha trionfato sull’intrattenimento, e Rai 1 è stata premiata per il coraggio. Anche Angela, naturalmente, ha ricevuto la sua ricompensa. Dicesi “onore al merito”. Oggi pomeriggio, il conduttore sarà ospite della nuova puntata di Da noi… a ruota libera.

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Il successo in prima serata di Alberto Angela

Rai 1, insomma, si è levata una grossa soddisfazione. Se così è stato, lo si deve soprattutto ad Alberto Angela, che di fatto è uno dei volti più apprezzati del piccolo schermo. Alberto Angela ha dalla sua la cultura e il classico appeal del “sapiente”, doti che gli consentono di trascinare davanti al teleschermo centinaia di migliaia di spettatori. Angela è molto apprezzato soprattutto dal pubblico femminile, che sui social dedica continuamente lodi e complimenti alla sua persona e al suo lavoro. In un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, Angela ha dichiarato di non badare a queste cose (meno che mai alla gara degli ascolti). Quello che conta, per lui, è portare in tv un prodotto di qualità, proprio come sta facendo con Ulisse nell’ultimo periodo. “Non facciamo questi programmi per il risultato, il nostro successo è già andare in onda in prima serata”, ha ammesso. “Dall’altra parte ci sono gruppi di altissima professionalità, leader del sabato sera. I dati, certo, vanno considerati, ma per me quello che conta è far arrivare la divulgazione scientifica a più persone possibile: sono loro il mio interlocutore. Ed è un risultato che si misura negli anni, non nelle singole puntate. I dirigenti Rai hanno avuto grande coraggio e l’affezione del pubblico dimostra che abbiamo avuto ragione. Siamo l’unico Paese al mondo che ha lanciato e vinto questa sfida”. La sua visione della tv è molto etica: “I programmi devi farli bene, scendendo dal piedistallo, con la convinzione che la cultura è di tutti. Ottieni i risultati soltanto se c’è qualcuno dall’altra parte. Ho una grande squadra di lavoro (autori, collaboratori, il regista), ma il successo si deve alle persone che ci seguono. La tv è uno specchio: diamo cibo a chi ha fame”.

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