Alberto Genovese, il bodyguard: “Sequestravamo i telefoni”/ “Foto erano vietate”

- Alessandro Nidi

Alberto Genovese, parla il bodyguard: “Presidiavo la stanza da letto, non c’è mai stato nessuno che si sia lamentato”

Alberto Genovese
Alberto Genovese (Web, 2021)

Il caso di Alberto Genovese è tornato a tenere banco a “Storie Italiane”, trasmissione di Rai Uno condotta da Eleonora Daniele. L’inviato Alessandro Politi ha ricordato che l’imprenditore è stato rinviato giudizio per due presunte violenze sessuali, che si sarebbero verificate a “Terrazza Sentimento” (Milano) e a Ibiza. Simone Bonino, addetto alla sicurezza all’interno della festa meneghina, presidiava la stanza da letto dove si sarebbero consumate le violenze e ha parlato ai microfoni della Rai: “C’era una persona davanti al portone che faceva una sorta di lista degli invitati. Al piano ammezzato dell’appartamento, mediante un altro operatore, veniva ritirato il materiale fotografico e i telefoni, in quanto non si potevano effettuare fotografie”.

Il bodyguard ha aggiunto: “Io presidiavo e non facevo entrare nessuno in quella stanza, poi ce n’era un’altra sopra la terrazza. Mi ricordo di quella ragazza che ha denunciato… Ha fatto un sorriso, l’occhiolino e poi è sparita. Io vedo tante persone che mi sorridono, non so se fosse un segnale o cosa”.

TERRAZZA SENTIMENTO, CASO ALBERTO GENOVESE: LE TESTIMONIANZE DELLE GIOVANI

“Storie Italiane” ha mandato, con la voce naturalmente alterata, le testimonianze relative al caso di Terrazza Sentimento: “Ho ricordi offuscati, sono quasi certa che qualcuno mi abbia fatto assumere una sostanza senza dirmelo. Avevo i polsi legati in maniera molto stretta”. E, ancora: “L’unica cosa che ricordo è uno stato allucinogeno, girava voce che Genovese mettesse roba nei bicchieri. Avevo lividi dappertutto”.

L’amica della 18enne che ha denunciato il presunto stupro di Alberto Genovese, ha dichiarato: “Mi ha inviato una serie di messaggi in cui mi pregava di raggiungerla, perché la situazione era pericolosissima, dicendomi di chiamare la polizia se non mi avesse più risposto. Si è presentata indossando un paio di pantaloni della tuta di color nero, un cardigan rosso, un calzino corto e un piede nudo, i capelli completamente spettinati. Nella stanza c’erano più uomini”.



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