Alberto Genovese resta in carcere/ “Serve valutazione psichiatrica”, udienza rinviata

- Chiara Ferrara

Alberto Genovese resta in carcere, almeno per i prossimi cinque mesi: i giudici hanno stabilito che serve una valutazione psichiatrica

Alberto Genovese Alberto Genovese (Web, 2021)

Alberto Genovese resta in carcere, almeno per altri cinque mesi. L’udienza per decidere sull’affidamento a scopo terapeutico, come riportato da Repubblica, è stata rinviata al prossimo 24 ottobre. Il Tribunale ha deciso infatti che per prendere una decisione sul futuro dell’imprenditore, condannato per violenze sessuali con uso di droghe a 6 anni e 11 mesi, servirà una valutazione psichiatrica, che non è mai stata effettuata con perizie nel corso del processo.

L’obiettivo sarà quello di comprendere scientificamente quali sono le motivazioni che lo hanno condotto a commettere quegli abusi sessuali con estrema violenza, ovvero, in termini tecnici, la “criminogenesi”. La Sorveglianza di Milano ha affidato il compito di condurre gli accertamenti all’equipe psichiatrica del carcere di Bollate. Soltanto successivamente all’inquadramento su questi aspetti, i giudici del Tribunale potranno decidere quello che sarà il percorso trattamentale più idoneo. Non è escluso, dunque, che quest’ultimo consista proprio nel trasferimento in una comunità terapeutica, come auspica la difesa del quarantaseienne.

Alberto Genovese resta in carcere: il percorso di disintossicazione dalle droghe

Mentre Alberto Genovese resta in carcere, dunque, in questi mesi sarà l’equipe psichiatrica del carcere di Bollate a formulare l’ipotesi di trattamento migliore in relazione alla sua personalità e al percorso compiuto dopo la condanna, nonché ai rischi che ci sono in merito alla possibilità che commetta altri reati dello stesso tipo dopo essere stato scarcerato. In tal senso, i giudici hanno chiesto anche una relazione al criminologo clinico Paolo Giulini del Cipm di Milano per valutare i i risultati dati dall’esperienza affrontata finora.

L’imprenditore, condannato per violenza sessuale, infatti, ha in questi mesi cercato di disintossicarsi dalle droghe, di cui era da tempo dipendente e che ha utilizzato anche per stordire le sue vittime prima e durante gli abusi. La questione dunque verrà discussa nel corso della prossima udienza, in programma il 24 ottobre.





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