Alessandro Di Battista/ “Grillo ancora padre padrone del M5s. Conte…”

- Carmine Massimo Balsamo

Alessandro Di Battista senza mezzi termini in un video pubblicato su Youtube: “Mi dipingono come Attila ma altri hanno eroso consensi”

alessandro di battista
Alessandro Di Battista (LaPresse)

Alessandro Di Battista fa chiarezza dopo la mancata autocandidatura alle parlamentarie del Movimento 5 Stelle. “Non ritengo ci siano le condizioni per una mia candidatura alle prossime elezioni politiche”, ha esordito l’ex parlamentare pentastellato in un video diffuso su Youtube. E non sono mancate le accuse pesantissime.

Nel corso del suo intervento, infatti, Alessandro Di Battista ha spiegato di aver compreso parlando con Conte che “ci sono tante componenti dell’attuale Movimento 5 Stelle che non mi vogliono, da Grillo passando per Fico”. Poi l’ex parlamentare grillino ha parlato delle numerose interviste di esponenti M5s con analisi sprezzanti nei suoi confronti: “Le più gentili erano ‘se torna si deve allineare’ e le meno erano ‘non abbiamo bisogno di lui perché è un distruttore tipo Attila, quando forse i disboscatori di consensi sono stati altri”.

ALESSANDRO DI BATTISTA A RUOTA LIBERA

Alessandro Di Battista ha speso parole di elogio per Giuseppe Conte, definito “un galantuomo” molto sincero. I due hanno avuto una interlocuzione “molto leale”, per l’ex parlamentare il giurista ha veramente a cuore gli interessi del Paese, anche se esistono idee molto diverse tra i due. Dibba ha aggiunto un esempio: “Io non sono un atlantista, non credo minimamente all’efficacia delle sanzioni, io mai avrei votato per l’invio di armi all’Ucraina”. Alessandro Di Battista ha ricordato di essere stato costretto a lasciare il Movimento 5 Stelle perché Grillo ha indirizzato i pentastellati nel governo dell’assembramento: “Politicamente oggi non mi fido di Beppe Grillo che ancora, in parte, fa da padre padrone e io sotto Grillo non ci sto”. Infine, l’affondo nei confronti di Luigi Di Maio: “Di questi tempi tutti vogliono candidarsi, pur di avere una poltrona in Parlamento sono disposti a vendere la madre, a calpestare le proprie coscienze e la propria dignità – se ancora ne hanno un grammo -, a infilarsi nella sede del Partito democratico per elemosinare un seggio quando avevano detto peste e corna del Pd… Io davvero non sono come queste persone grazie a Dio”.







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