Alessio Gaspari morto durante crociera/ La famiglia: “Suicidio? Troppe cose strane”

- Davide Giancristofaro Alberti

Il programma di Italia Uno, Le Iene, è tornato a trattare il caso di Alessio Gaspari, marinaio morto lo scorso gennaio durante una crociera: un suicidio o c’è dell’altro?

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Il caso di Alessio Gaspari a Le Iene

Durante la puntata di ieri de Le Iene si è tornato a parlare della vicenda di Alessio Gaspari, il marinaio deceduto in condizioni non ancora chiare nella notte fra il 20 e il 21 gennaio 2021, durante una crociera. Secondo la compagnia il ragazzo si sarebbe suicidato dopo essersi gettato da un ponte, ma la famiglia non crede assolutamente a questa tesi, e sostiene invece che le indagini siano state condotte con troppe mancanze. “Era ora di cena e mi chiama mia mamma – la sorella di Alessio Gaspari ricorda il giorno in cui era stata comunicata la scomparsa del ragazzo – che mi dice di andare subito a casa che Alessio era scomparso, lei era sconvolta. La ricostruzione dei fatti è stata: Alessio era a bordo la sera del 20, il 21 mattino l’hanno chiamato con altoparlanti, sono andati in cabina e la security ha trovato i suoi effetti personale in un ponte di ormeggio con la grata di sicurezza aperta e tutto lascia pensare a un gesto estremo volontario, un suicidio”. Secondo Le Iene si tratta di una decisione un po’ affrettata, anche perchè giunta solamente poche ore dopo la scomparsa. “Mio fratello non si sarebbe mai suicidato – sono le parole ancora della sorella – e non lo dico perchè sono la sorella, dovunque andava portava gioia che sprizzava da tutti i pori, per i miei figli Alessio era il Dio, e lui era così con tutti, nessuno mi ha detto che aveva problemi ma che era felice di viaggiare, era quella la vita che voleva”.

E ancora: “Ci ha mandato un messaggio che il 23/24 gennaio sarebbe giunto in Italia. Alessio aveva già spedito i regali di Natale e ci aveva detto di non aprire i pacchi fino a che non sarebbe tornato a casa, sarebbe stato il suo Natale”. Anche il fratello della vittima nutre seri dubbi, a cominciare dalle modalità del presunto suicidio: “Mio fratello aveva una cabina dall’ottavo piano perchè utilizzare un ponte di ormeggio a 4 metri di altezza dall’acqua per uccidersi? Significa che si è buttato per morire dopo 4/5 ore, invece dalla sua cabina sarebbe forse morto sul corpo. Le ipotesi sono di una bravata finita male o magari a bordo è salita qualche sostanza che si vuole coprire, oppure qualche regolamento di conti. Perchè si da per scontato che si sia suicidato? Le telecamere erano spente”. Le camere di sicurezza non avevano infatti funzionato quella notte a causa di un attacco hacker: “Sono informatico di lunga data – replica il fratello – e non ci credo che fosse stato fuori uso l’impianto”.

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In ogni caso i fratelli hanno chiesto di poter salire a bordo della nave ma sono stati bloccati in quanto l’equipaggio era troppo scosso dopo la morte, così come spiegato dallo psicologo. “Recuperare le sue cose è stata uno dei momenti più brutti della mia vita”, ha poi spiegato il fratello, intanto le indagini sono state affidate alla polizia della Danimarca, che però di fatto non ha fatto nulla, aspettando. “Mio fratello è stato cercato dalle 10 di mattina alle 4 di pomeriggio, dopo quelle ore si da per morto. In Danimarca si cercano i vivi e non i morti. Sarebbe stato facile cercarlo, eri fermo ancorato. Come andrà avanti? un buco nell’acqua”.

Le Iene hanno intervistato anche una criminologa esperta di questi casi, che ha esternato anch’egli tutti i suoi dubbi: “”Mancano tutte le foto della scena del crimine, se osserviamo gli oggetti lasciano uno spazio angusto, sembrerebbe una persona che nella sua follia suicidiaria mette a posto le sigarette e il telefonino prima di gettarsi, è molto strano. A me sembra più una perquisizione, ti levi la giacca e mi fai vedere cos’hai addosso. Questo ragazzo era felicissimo perchè decidere di morire nelle acque all’improvviso? Senza una scena del crimine completa non si posso fare indagini, l’unica speranza è che qualche collega possa sapere qualcosa”. La sorella ha quindi lanciato un appello finale: “Lui non era ordinato nella maniera più assoluta. Chi sa potrebbe aiutarci, non riavremo Alessio ma almeno giustizia”.

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