“Alunno con sintomi Covid? Chiamare 112″/ Fake news spaventa genitori: cosa succede

- Silvana Palazzo

Scuola, fake news: “Alunno con sintomi Covid? Chiamare 112”. La bufala spaventa genitori: cosa succede e cosa prevede il protocollo di sicurezza firmato nei giorni scorsi

fake news alunni covid 640x300
"Alunno con sintomi Covid? Chiamare 112" ma è fake news

Una presunta bozza sulla rigida procedura prevista per gli studenti con sintomi riconducibili al Covid-19 sta circolando nelle ultime ore su WhatsApp, seminando il panico tra i genitori in vista della riapertura delle scuole. Ma si tratta di una fake news, l’ennesima ai tempi del coronavirus. Nel documento in questione, un falso, si spiega che in presenza di sintomatologia respiratoria o temperatura corporea superiore a 37,5° C durante l’orario scolastico, scatta una procedura rigida. “L’alunno dovrà essere immediatamente dotato di mascherina chirurgica; sarà posto in isolamento in stanza Covid; il docente dovrà chiamare il 112 o il 1500; i genitori non potranno prelevare in alcun modo il proprio figlio da scuola che sarà affidato all’autorità sanitaria”. Gli ultimi due punti hanno inevitabilmente allarmato i genitori. La chiamata dei sanitari e il divieto di prendere l’alunno con presunto Covid da scuola li ha comprensibilmente spaventati. Ma non c’è nulla di vero in questa bozza, che è comparsa sul portale di un istituto scolastico e poi è stata cancellata.

FAKE NEWS SU “ALUNNO CON SINTOMI COVID? CHIAMARE 112”

Manca ancora una disposizione specifica del Ministero della Salute, infatti è ancora attivo un tavolo per la redazione di un documento operativo, la cui pubblicazione è prevista in questi giorni. E questo a ulteriore conferma che quella sull’alunno con sintomi Covid è una fake news. Il Ministero dell’Istruzione, d’intesa con quello del Lavoro e della Pubblica amministrazione, con il coinvolgimento dei sindacati, fornirà in maniera tempestiva entro l’inizio del prossimo anno scolastico le indicazioni sulle misure da adottare. Nel protocollo di sicurezza però è stato precisato che “in caso di comparsa a scuola in un operatore o in uno studente di sintomi suggestivi di una diagnosi di infezione da SARS-CoV-2”, la persona interessata dovrà essere “immediatamente isolata e dotata di mascherina chirurgica, e si dovrà provvedere al ritorno, quanto prima possibile, al proprio domicilio, per poi seguire il percorso già previsto dalla norma vigente per la gestione di qualsiasi caso sospetto”. Per i casi confermati, invece, sarà il Dipartimento di prevenzione territoriale competente a valutare e definire le azioni successive e le misure da adottare. Invece alla scuola spetta il compito del monitoraggio per identificare in modo tempestivo eventuali altri casi, così da scongiurare un focolaio epidemico di coronavirus.

© RIPRODUZIONE RISERVATA