Angelo Giorgianni/ “Dittatura sanitaria, mie obiezioni sono giuridiche e mediche”

- Luca Bucceri

Angelo Giorgianni, magistrato e consigliere della Corte d’Appello di Messina, ha spiegato perché si trovava nello stesso palco di Giuliano Castellino a Roma

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Angelo Giorgianni, Zona Bianca

Sul palco della manifestazione contro il Green Pass di sabato 9 ottobre a Roma, poi conclusa con l’assalto della sede della Cigl, c’era anche il magistrato Angelo Giorgianni. La sua presenza e le sue parole da quel palco, calcato anche da Forza Nuova e Giuliano Castellino, hanno lasciato a bocca aperta gli addetti ai lavori che si sono interrogati sui motivi che potevano portare il giudice e consigliere della Corte d’Appello di Messina a calcare lo stesso campo di chi, poche ore dopo, avrebbe scatenato il panico nella Capitale.

Ospite di Zona Bianca, trasmissione in onda su Rete 4, Giorgianni ha provato a spiegare i suoi perché: “Sono salito su quel palco perché ero stato invitato da tanti movimenti, c’era anche Castellino ma quella manifestazione era stata organizzata da movimenti che veniva da tutta Italia. Sono salito sul palco insieme all’avvocato Taormina quando siamo stati chiamati a fare il nostro intervento, evidentemente non eravamo noi gli organizzatori. Quello non era il palco di Castellino, o almeno non sarebbe dovuto essere il suo, doveva esserlo per tante associazioni che hanno organizzato manifestazioni No Green Pass.

Giorgianni: “Ingenuità, ma su vaccino e Green Pass…”

Il magistrato Angelo Giorgianni, incalzato dal conduttore Giuseppe Brindisi, ha poi ammesso di essere stato ingenuo a farsi strumentalizzare da Giuliano Castellino: “Quando abbiamo aderito alla manifestazione non pensavamo ci potesse essere questo rischio, a posteriori posso dire che abbiamo peccato di ingenuità. Gli interventi comunque sarebbero dovuti essere tanti, di circa tre minuti l’uno. C’era una divisione dei tempi che era uguale per tutti i movimenti, così mi avevano detto. Prendo le distanze, come già fatto, dagli atti di violenza“.

Nel corso dell’intervento sul palco romano contro il Green Pass Giorgianni ha anche auspicato un processo, stile Norimberga, contro i politici italiani: “Ho fatto riferimento a una serie di denunce per violazioni e crimini che sono sanzionati dal codice penale internazionale e mi sono sentito in dovere di farlo. Abbiamo presentato denuncia alla corte dell’Aia che dovrà dire se quei crimini ci sono e chi sono i responsabili. Non credo che questo sia al di fuori della norma, ogni cittadino in uno stato di diritto può segnalare i casi di reato se ci sono. Sostengo da tanto tempo che stiamo andando verso una dittatura sanitaria, c’era emergenza e le decisioni prese sono state prese da medici. Nel processo di Norimberga c’erano anche le accuse di sperimentazione di farmaci sull’umanità, questo dico e confermo per dare contezza a quello che volevo dire. Non sono vaccinato contro il Covid, mentre tutti gli altri li ho fatti. Non ho fatto il vaccino perché la scienza è divisa sull’efficacia, mentre ci sarebbero delle terapie efficaci. Ho ritenuto che il rischio eventuale di contrarre il virus possa essere coperto da quelle terapie. Ho sempre invocato prudenza, se le terapie efficaci esistono bisognava aspettare il termine delle sperimentazioni dei vaccini. Sul Green Pass le mie obiezioni sono di tipo giuridico“.

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