Anticorpi monoclonali e nuovi farmaci antivirali/ Pro e contro terapie anti Covid

- Silvana Palazzo

Anticorpi monoclonali e nuovi farmaci antivirali, quali sono pro e contro terapie anti Covid: somministrazione, rischio effetti collaterali ed efficacia, il punto su vantaggi e svantaggi

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Anticorpi monoclonali al Covid Hospital San Giuseppe di Albano (Foto: LaPresse)

La guerra contro il Covid non si combatte solo con i vaccini, ma anche con i farmaci. Infatti, l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sta valutando due antivirali specifici contro il coronavirus che potrebbero essere presto disponibili per un uso emergenziale. Si tratta di Lagevrio (molnupiravir) e Paxlovid, prodotti rispettivamente da Merck e Pfizer, che hanno già ricevuto il via libera dall’Agenzia europea per i medicinali (Ema). Come spiegato da Laura Cuppini in collaborazione con Giuseppe Nocentini, professore di Farmacologia all’Università di Perugia e membro della Società Italiana di Farmacologia, sul Corriere della Sera, il primo agisce produce talmente tante mutazioni nei genomi replicati che Sars-CoV-2 si trova in una “catastrofe di errori” per lui letale. Invece l’altro usa un meccanismo diverso: è diretto contro un enzima di cui il virus si serve per la sua replicazione.

Dai primi studi è emerso che molnupiravir avrebbe un’efficacia del 30% contro ricovero e morte, mentre Paxlovid del 90%. Entrambi, comunque, si assumono per via orale nelle prime fasi dell’infezione Covid. L’altra arma invece sono gli anticorpi monoclonali. Quelli attualmente disponibili sono bamlanivimab (Eli Lilly), soprattutto in combinazione con etesevimab, il mix casirivimab-imdevimab (Regeneron/Roche) e sotrovimab (GlaxoSmithKline). Ma il presidente dell’Aifa Giorgio Palù ha anticipato che «presto avremo a disposizione monoclonali somministrabili a domicilio, per via sottocutanea o intramuscolare».

VANTAGGI E SVANTAGGI MONOCLONALI E FARMACI ANTI COVID

La Food and Drug Administration negli Stati Uniti ha autorizzato il mix di anticorpi monoclonali bamlanivimab-etesevimab anche ai bambini fino ai 12 anni che rischiano di sviluppare una forma grave di Covid. Anche gli anticorpi monoclonali, come i farmaci antivirali, vanno somministrati precocemente e comunque prima del ricovero in ospedale. Peraltro, il rischio di effetti collaterali è molto basso. Il punto debole è rappresentato dal fatto che agiscono sulla proteina spike del coronavirus, che però è soggetta a mutazioni; quindi, potrebbero essere meno efficaci contro le nuove varianti. Ma le combinazioni di anticorpi sono più efficaci perché attaccano diversi punti in contemporanea.

Fa eccezione sotrovimab, isolato da un paziente guarito da Sars che si lega ad un epitopo della proteina spike altamente conservato in tutte le mutazioni; quindi, da solo risulta efficace contro le varianti. I farmaci antivirali, invece, potrebbero causare rari eventi evversi, ma gli studi hanno evidenziato una buona sicurezza e tollerabilità. Il grande vantaggio nel loro caso sta nella facilità di somministrazione e nella possibilità di usarli su ampie fasce della popolazione. Per quanto riguarda infine la cura dei pazienti gravi, l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha autorizzato l’uso di tocilizumab, anticorpo monoclonale usato come antinfiammatori contro l’artrite reumatoide che ha la capacità di contrastare la “tempesta di citochine” potenzialmente fatale.

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