Antonino Cannavacciuolo/ “Per le critiche piangevo, ma…” (Masterchef Italia 2020)

- Alessandro Nidi

Antonino Cannavacciuolo motiva con parole quasi paterne i concorrenti di Masterchef: “Crollavo anch’io, quando succedeva andavo negli spogliatoi e…”

Antonino Cannavacciuolo
Antonino Cannavacciuolo

Antonino Cannavacciuolo è, senz’ombra di dubbio, uno degli chef più amati e apprezzati d’Italia. Un po’ per la sua sensibilità, un po’ per la sua indiscussa professionalità, che da sempre emergono con positiva prepotenza nelle sue apparizioni televisive. Confermato nel ruolo di giudice anche per l’edizione di Masterchef attualmente in corso, il 44enne originario di Vico Equense si è reso protagonista nella puntata andata in onda lo scorso 2 gennaio di un discorso ficcante e, al tempo stesso, quasi paterno nei confronti di una concorrente, Rossella, il cui piatto, denominato “Torpedine controcorrente”, aveva ricevuto aspre critiche da parte del giudice Bruno Barbieri. “Rossella – ha esordito Cannavacciuolo –, parlo con te, ma in realtà mi rivolgo a tutti voi aspiranti chef. Noi qui muoviamo nei vostri confronti delle critiche per farvi crescere. Voi, però, non potete crollare alla prima critica. Volete diventare chef? Allora, ricordate: petto in fuori, testa alta. Pure io ho avuto dei cedimenti. Quando accadeva, andavo negli spogliatoi e piangevo. Ma in cucina tiravo sempre fuori la grinta. Ok?”.

ANTONINO CANNAVACCIUOLO: IL SUO È IL TERZO MIGLIOR RISTORANTE DEL MONDO

Il successo di Antonino Cannavacciuolo in televisione viaggia di pari passo con quello ottenuto nel settore lavorativo. Infatti, lo chef partenopeo, stando a quanto sancito dal portale “Trip Advisor” (e dalla relativa app), possiede il terzo miglior ristorante del mondo e il secondo in Europa. Si tratta di “Villa Crespi”, situato a Orta San Giulio, in provincia di Novara (Piemonte). Nella graduatoria del “Trip Advisor choice restaurant”, infatti, quello di Cannavacciuolo si è posizionato alle spalle del “TRB Hutong” di Pechino e dell’“Epicure” di Parigi. Un traguardo conseguito con il sudore della fronte, dal momento che Antonino Cannavacciuolo ha, alle spalle, trent’anni di duro lavoro, con esperienze in giro per il mondo: in Francia, in Giappone, in tutt’Italia. A credere in lui per primo, fu il padre della sua attuale moglie, Cinzia Primatesta, che necessitava di assumere un cuoco e scelse di puntare su Antonino. Poi, il legame tra sua figlia e il giovane chef partenopeo si fece via via sempre più stretto, fino a sancire ufficialmente la nascita di un nuovo amore e di un nuovo prodigio dei fornelli.



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