Antonio Albanese/ “Cetto? Mi vergogno a farlo. È una bestia ma mi diverte molto!”

- Valentina Gambino

Antonio Albanese: “I miei figli via dall’Italia? Io non glielo consiglierei…”, l’attore e regista al cinema dallo scorso 21 novembre si confida da Silvia Toffanin.

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Antonio Albanese

Antonio Albanese torna al cinema con uno dei personaggi che negli anni gli hanno recato più successo: Cetto La Qualunque. Un personaggio che uno scopo ben preciso: portare in scena quel lato della politica che effettivamente esiste. “È una follia ma bisogna capire che esiste anche questo. – ammette Albanese a Verissimo – Nel mio piccolo cerco di farlo notare, non di esaltarlo, comicamente far capire che sono delle bestie.” L’attore infatti ammette “Mi vergogno a farlo, è talmente orribile, è una bestia però mi diverto a farlo. – e aggiunge un retroscena – Un mio amico, per consolarmi, mi ha detto che sembra Depardieu. Il mio è un lavoro strano ma è anche come tutti gli altri lavori”.(Aggiornamento di Anna Montesano)

Antonio Albanese a Verissimo

Al cinema è tornato il suo Cetto, personaggio del quale Antonio Albanese è davvero fiero. Un ritorno che arriva dopo sette anni, confessa a Verissimo, in cui c’è stato da pensare a come far proseguire la sua avventura. “Ho deciso che il salto sarebbe stato farlo diventare re”. Ma se Cetto è uno dei personaggi più apprezzati dal pubblico, uno di quelli che Albanese ama in particolar modo è Perego. Una carriera, quella dell’attore, che d’altronde ha visto avvicendarsi tantissimi personaggi, alcuni diventati ormai iconici. Si parla però anche di affetti con Antonio Albanese a Verissimo. E se i figli, due, sono la sua più grande soddisfazione, ammette di avere molto a cuore anche le amicizie: “Amici? Ne ho 40” ammette, “Non ho Facebook però!”, conclude col sorriso (Aggiornamento di Anna Montesano)

Antonio Albanese torna con Cetto La Qualunque

Ne sono passate di tangenti e truffe sotto i ponti da quando, otto anni fa, La Qualunque veniva eletto Sindaco di Marina di Sopra al grido di “cchiù pilu pi tutti” (più pelo per tutti). Antonio Albanese oggi, si racconterà a Verissimo, parlando – soprattutto – del suo nuovo film in uscita. “Il fallimento della Repubblica è sotto gli occhi di tutti. Il momento è propizio per un ritorno alla monarchia”, proclama il nuovo Cetto Buffo di Calabria mentre diventa Re nel terzo film che chiude la trilogia della saga e che si intitola Cetto c’è, senzadubbiamente (nei cinema dallo scorso giovedì 21 novembre). L’attore si divide tra la promozione del film e il set de I topi (la seconda stagione della serie tv che vedremo nel 2020). “Lui pensava di aver chiuso con la politica e, invece, riceve una telefonata di una zia che gli cambia la vita”, racconta Albanese tra le pagine del settimanale Oggi. Orgogliosissimo di avere riportato sul grande schermo questo personaggio, cinico, scorretto, rude e maschilista che il pubblico non ha mai dimenticato, in realtà svela: “Un personaggio mostruoso di cui mi vergogno come una bestia ma che mi fa molto ridere”.

Antonio Albanese: “I miei figli via dall’Italia? Io non glielo consiglierei…”

Il film si apre in Germania. “Perché proprio lì? – continua Antonio Albanese – Perché in quella nazione non esiste l’Antimafia e Cetto ci sguazza. Se lì ricicli denaro non ti scoprono ma se non paghi le tasse, sono guai. Non a caso diciamo che in Germania “riciclare” significa pedalare due volte. E poi mi piaceva far notare come stride l’ignoranza di Cetto con l’educazione civica di quel Paese”. Cetto è emigrato per fare fortuna e fa un quadro desolante dell’Italia. Lui consiglierebbe ai suoi due figli di abbandonare l’Italia? “No, mai. Sono convinto che se ti impegni davvero il lavoro lo trovi e puoi costruire qualcosa di buono anche in Italia. Il nostro è un Paese meraviglioso che noi trattiamo malissimo”. E proprio sul figlio di nove anni, racconta: “Telefonino a Leonardo? Quando farà le medie, se andrà lontano da casa, avrà il telefonino. Se non avrà bisogno di essere rintracciabile non vedo il motivo di darglielo. Non so se gli chiederò la password, mi impegno a crescere mio figlio nell’onestà e se riuscirò nel mio intento, forse, non servirà. Valuterò al momento, ci sono tante variabili”.





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