ANTONIO CIOTOLA/ Chef cieco per un fuoco d’artificio: “Ma non sono un supereroe”

- Dario D'Angelo

Chi è Antonio Ciotola, chef non vedente dopo lo scoppio di un fuoco d’artificio ospite di Francesca Fialdini a “Da noi…a ruota libera” su Rai Uno.

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Antonio Ciotola, foto da Youtube

Lo chef non vedente Antonio Ciotola è uno degli ospiti di Francesca Fialdini nella puntata di oggi di “Da noi…a ruota libera”. La sua intervista promette di suscitare forti emozioni nel pubblico di Rai Uno in questa domenica 1 marzo: a partire dalle ore 17:35, subito dopo la Domenica In di Mara Venier, Ciotola racconterà la sua straordinaria esperienza. Dopo essere diventato cieco, infatti, il cuoco originario di Napoli non ha rinunciato al suo sogno: quello di fare della cucina non soltanto la propria passione ma anche il suo lavoro. Una storia iniziata con un viaggio in auto verso le Marche e culminato sulla collina del Belvedere Ostrense, con la realizzazione del suo ristorante “La Taverna degli Archi”, locale oggi rinomato per la sua raffinata eleganza, al punto da aver regalato ad Antonio Ciotola la fama di uno dei migliori cuochi dell’intera regione.

ANTONIO CIOTOLA, CHEF NON VEDENTE: “NON MI SENTO UN SUPEREROE”

Intervistato qualche tempo fa da redattoresociale.it, Antonio Ciotola ha raccontato come (non) è cambiata la sua attività ai fornelli dopo la perdita della vista: “Quando entro in cucina saluto i miei attrezzi. Li uso ancora tutti, il coltello, l’affettatrice, il tritacarne. E paradossalmente mi taglio meno adesso di quanto non mi capitasse prima”. La perdita della vista risale al 2005: “Era Capodanno e stavamo festeggiando con i nostri commensali quando un fuoco d’artificio mi ha colpito, rendendomi completamente cieco. È stato un periodo molto brutto, non per il dolore fisico ma perché pensavo di non poter tornare a lavorare”. Poi però ecco arrivare la svolta: “Dopo sei mesi di chiusura sono rientrato in cucina e ho preso in mano un coltello per vedere se ero ancora in grado di usarlo e ne è venuto fuori un bel trito. L’obiettivo era quello di riportare il ristorante ai livelli precedenti l’incidente e poi dedicarsi ad altro e invece siamo ancora lì. Ho lavorato più anni senza vedere che quando vedevo. Ma non mi sento un supereroe, chiunque avrebbe fatto la stessa cosa”.

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