Antonio Rucco, “Morto per stress”/ Suicidio re piadina salentina: “È unica ipotesi”

Antonio Rucco, “Morte per stress”: sarebbe questa secondo la polizia l’unica possibile causa dietro il suicidio a Londra del 39enne “re della piadina salentina” dello scorso febbraio

Antonio Rucco
Antonio Rucco (Web, 2019)

Antonio Rucco si sarebbe suicidato a causa dello “stress”: è questa la conclusione a cui è giunta la polizia londinese ad alcuni mesi dalla tragica morte del 39enne chef e imprenditore pugliese, trovato senza vita nella sua abitazione nella City lo scorso 12 febbraio dalla fidanzata. “Decesso come conseguenza di un cappio attorno al collo” è stato il risultato dell’autopsia effettuata sulla salma di quello che era conosciuto in Italia ma pure all’estero come “il re della piadina salentina”. Dunque, stando alle risultanze degli investigatori, non ci sarebbero altre ipotesi sul tavolo a proposito della morte di Rucco, originario di Trepuzzi (comune in provincia di Lecce), e che in Inghilterra mandava avanti il “Piadina Genuina Artisan Flat Bread”, ristorante aperto nel 2017 e a cui aveva fatto seguito anche l’“Antonio’s Vegan Italian Kitchen”, in cui proponeva la sua oramai proverbiale rivisitazione della classica piadina romagnola, declinandola in una versione realizzata con gli ingredienti della cucina pugliese.

L’IPOTESI DELLA POLIZIA, “SUICIDA PER LO STRESS”

Insomma, l’esperienza londinese di Antonio Rucco non si poteva dire certo fallimentare eppure qualcosa è scattato nella testa del 39enne imprenditore dato che il suo suicidio ha sorpreso pure Libby Coveney, la sua compagna che l’ha trovato agonizzante dopo aver cercato di impiccarsi e, nonostante il tempestivo ricovero in ospedale, non ha potuto altro fare che constatarne successivamente la morte per “irreversibili lesioni cerebrali”. Secondo gli investigatori, Rucco avrebbe avuto un crollo di fronte all’apertura del suo nuovo ristorante: ipotesi certo che sorprende visto che il diretto interessato non aveva nessun problema e veniva descritto come un uomo “passionale, gentile e sempre disponibile”, ma è a quanto sono arrivati gli investigatori dopo non essere riusciti a trovare nella vita del 39enne nessune altro indizio che facesse pensare a cause diverse, né tantomeno tracce di assunzione di stupefacenti o alcol. “Non possiamo dare un verdetto di suicidio perché non abbiamo prove del suo stato mentale però” ha voluto precisare William Dolman, assistente del medico legale che ha effettuato gli esami di rito sulla salma.



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