Arianna Manzo, tetraplegica per errore medico/ “Ospedale ha garantito risarcimento”

- Alessandro Nidi

Arianna Manzo, la bambina di legno, come è stata ribattezzata per via della sua tetraplegia, avrà presto giustizia: c’è l’accordo con il Cardarelli di Napoli

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Arianna Manzo (Storie Italiane, 2021)

La vicenda di Arianna Manzo è tornata al centro di “Storie Italiane”, trasmissione di Rai Uno condotta da Eleonora Daniele. La ragazzina, a soli 3 mesi subì gravi danni a seguito della somministrazione di un farmaco anestetico, che la rese tetraplegica, tanto che oggi è nota come “la bambina di legno”. Da allora, ebbe inizio una battaglia legale di 16 anni per ottenere un risarcimento per Arianna e soprattutto per la sua famiglia, che si è fatta carico di tutte le spese in questo periodo.

Mario Cicchetti, avvocato, della famiglia Manzo, è intervenuto in studio per dare una buona notizi: “C’è stata una riunione alla direzione generale del Cardarelli, nel corso della quale l’azienda ha confermato la disponibilità di addivenire a una transazione definitiva sulla vicenda. Le cautele massime si impongono anche in questo caso, in quanto occorrerà dare una struttura giuridica a questo accordo. Giova però dire che il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha ribadito la sua disponibilità e ha dato un chiaro mandato politico alla direzione del Cardarelli”.

ARIANNA MANZO, IL LEGALE CICCHETTI: “MAXI-RISARCIMENTO, STASERA SCRIVERÒ ALL’OSPEDALE”

Nel prosieguo del suo intervento in diretta su Rai Uno, il legale ha spiegato: “I prossimi step prevedono di formalizzare l’accordo. Scriverò questa sera stessa alla direzione generale dell’ospedale, dando gli estremi della disponibilità della famiglia. Al risarcimento dei 3 milioni di euro dovrà assommarsi il danno subìto dalla piccola Arianna Manzo negli ultimi due anni dopo la sentenza. È giusto che a questa bambina venga riconosciuto quel risarcimento che le consenta di curarsi come non ha potuto fare in tutti questi anni”.

Il timore dei genitori, dopo una prima causa vinta e una seconda ben instradata, è che “non ci siano ancora una volta risultati – ha concluso l’avvocato Cicchetti –. Vogliono vedere un risultato concreto e io ritengo di poter dire che lo scorso 23 novembre, quando abbiamo guardato negli occhi la direzione generale, la buona fede di queste persone era molto chiara”.

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