ARTE/ Renoir, cosa nasconde il respiro breve di una festa di paese

- Giulia Sponza

Nel suo “Danse à Bougival”, Renoir ritrae il movimento di due ballerini in una festa di paese. Alla “impressione” del pittore non sfugge nulla

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A. Renoir, Danse à Bougival (1883), particolare

Una presa sicura, un passo deciso, una travolgente ebbrezza ritmano l’incalzante movimento di questa Danse à Bougival che visibilmente contrasta con la sobria eleganza e la misurata compostezza di un’altra coppia di ballerini a firma del medesimo autore (cfr. A. Renoir, Danse à la ville, Paris, Musée d’Orsay, 1883)

Se nella Danse à la ville regna la marmorea sontuosità di un austero palazzo, qui domina invece la cordialità un po’ campagnola di un ritrovo all’aperto dove i protagonisti – essi pure in primo piano – riescono ad essere la voce, gaiamente modulata, di quella variopinta e multiforme umanità che da sempre anima feste e vigilie.

C’è nella scena una forza evocativa calda ed intensa che sembra trovare la sua ragione nello sguardo del cavaliere: pur rimanendo celato dietro la tesa del cappello chiaro, rivela, con la sua persona, una virile irruenza che si conferma nella stretta vigorosa del braccio intorno alla vita della compagna oltre che nella forte inclinazione del busto.

S’abbandona la dama ad una presa così appassionata senza tuttavia rinunciare a quella civetteria tipicamente femminile che mentre si schermisce, proprio allora si offre.

La cuffia vaporosa guarnita di frutta che le incornicia di un bel rosso il volto luminoso e leggermente paffuto, ben si armonizza con la pomposa frivolezza dell’abito bianco il cui sfarzo, un po’ grossolano, esalta le forme sinuose di questa bellezza latina.

Tutto, all’intorno, partecipa – forse inconsapevolmente – della gioia senza nome che trama l’intero dipinto: se certi particolari designano una ricercatezza studiata – un mazzetto di viole, qualche mozzicone di sigaretta, due cerini in primo piano ai piedi dei danzatori – mano a mano però che lo sguardo penetra nel quadro, la precisione dei contorni si va sfocando a vantaggio di una percezione quasi fisica dello spumeggiante clima di questa festa.

Si anima la tela di un brusio indistinto che mescola, al travolgente ritmo della musica, l’irritante tramestio di sedie, tavoli e stoviglie, l’affollato andirivieni dei clienti, le risate fragorose degli uomini e i maliziosi squittii di certe donne: gli sguardi, le promesse, gli amori che nascono e muoiono nel respiro breve di una serata danzante a Bougival.

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