Assegno unico 2023, corsa a rinnovo ISEE/ A febbraio aumento ma attenzione a scadenza

- Sabrina Maestri

In arrivo gli aumenti dell'assegno unico 2023 così come previsti dalla manovra finanziaria approvata a dicembre. L'indicatore ISEE dovrà però essere aggiornato per godere degli incrementi

Assegno Unico 2023, aumenti e ISEE Assegno Unico 2023, aumenti e ISEE

Quali novità attenderanno i beneficiari dell’assegno unico per il 2023? Nessuna brutta notizia al riguardo. La misura è stata riconfermata e sono state anche previste significative maggiorazioni in sede di approvazione della manovra finanziaria 2023. Il requisito da dover rispettare sarà sempre l’indicatore ISEE del nucle familiare interessato. Ma attenzione: si potrebbe incorrere nel rischio di una vistosa decurtazione dell’assegno stesso.

Occorre infatti che l’ISEE sia aggiornato. La richiesta effettuata nel 2022 scade, come ogni anno, al 31 dicembre. Per poter quindi continuare a beneficiare della misura, inclusiva degli aumenti, occorrerà che le famiglie beneficiarie presentino una nuova richiesta ISEE entro e non oltre la data del 28 febbraio 2023. Chi non rispetterà questo termine continuerà a ricevere d’ufficio dall’Inps l’assegno unico, già richiesto l’anno precedente, ma con importi inferiori rispetto a quanto dovuto. L’accredito si baserà infatti sugli importi minimi previsti fino al 2022. Chi invece non beneficiava già dell’assegno o la domanda non era stata accolta, dovrà farne richiesta ex novo, ma sempre con riferimento ad un ISEE aggiornato.

A quanto ammontano gli aumenti dell’assegno unico 2023

Gli aumenti previsti dalla Legge di bilancio 2023 si attestano intorno ad un 50% aggiuntivo rispetto a quanto era stato previsto nel 2022. Queste maggiorazioni riguardano i nuclei familiari con con figli entro l’anno di vita, oltre a tutte le famiglie con figli entro i 3 anni se hanno tre o più figli a carico. Nessun limite di età è invece previsto in caso di figli disabili. Gli incrementi passano da 100 a 150 euro. E in ogni caso l’importo massimo dell’assegno unico non supererà i 263, 50 euro al mese, mentre il contributo minimo ammonterà a 75 euro mensili. Questi importi però riguarderanno le famiglie che non superano un reddito annuo di 40 mila euro. Oltre tale cifra non sarà prevista alcuna maggiorazione. Dalle stime si ravvisa che a beneficiarne sarà soprattutto la popolazione del Sud, visto che soprattutto chi abita nel Mezzogiorno ha ISEE più bassi. Nel complesso l’assegno unico garantisce alle famiglie una cifra compresa tra i 1.714 ed i 1.949 euro annui.





© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultime notizie di Giovani, Famiglia e Lavoro

Ultime notizie